Economia

Pasqua, Agriturist: prenotazioni stabili ma cresce l’incertezza per l’estate

Prenotazioni di Pasqua in linea con il 2025, ma incertezza per primavera ed estate. Congionti propone un bonus vacanze per sostenere famiglie e imprese

Vacanze lente, natura e sapori autentici continuano a essere le parole chiave della Pasqua 2026 negli agriturismi italiani. Alla vigilia del weekend festivo, Agriturist‑Confagricoltura registra un quadro stabile rispetto allo scorso anno: le prenotazioni per i soggiorni pasquali sono in linea con il 2025, mentre per i pranzi di Pasqua e Pasquetta molte strutture hanno già raggiunto il tutto esaurito. Un risultato che, secondo il presidente di Agriturist Augusto Congionti, è legato anche allo sforzo delle aziende di mantenere invariati i prezzi nonostante rincari e tensioni internazionali che pesano su famiglie e imprese.

Oltre le festività, però, lo scenario cambia. Per aprile e maggio le prenotazioni procedono a rilento e anche la stagione estiva mostra segnali di incertezza. Per questo Congionti rilancia l’idea di un intervento simile al Bonus vacanze del 2020, utile a sostenere i bilanci familiari e a dare ossigeno a un comparto che affronta costi crescenti, a partire dai carburanti.

Il settore agrituristico continua comunque a dimostrarsi dinamico e diversificato: chi ha investito in esperienze, cicloturismo, ippoturismo, cammini, fattorie didattiche ed enogastronomia registra una domanda in crescita, trainata dal desiderio di un turismo più lento, sostenibile e legato al territorio. Enoturismo e oleoturismo restano asset strategici, capaci di attrarre visitatori italiani e stranieri e di generare valore stabile per le aree rurali.

Il tema sarà al centro dell’incontro organizzato da Agriturist il 13 aprile al Vinitaly di Verona, dedicato alle nuove opportunità di sviluppo del settore.

Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2024 le aziende agrituristiche italiane hanno raggiunto quota 26.360, con 231 strutture in più rispetto all’anno precedente. L’84% si trova nelle aree interne: il 53% in collina, il 31% in montagna e il 16% in pianura. Una distribuzione che conferma il ruolo dell’ospitalità rurale come risposta concreta al sovraffollamento turistico delle città e come presidio fondamentale per la vitalità dei territori.

NOTA:

Secondo Istat, nel 2024 le aziende agrituristiche hanno raggiunto quota 26.360, con un incremento di 231 strutture rispetto al 2023. L’84% delle aziende agrituristiche presidia le aree interne – sottolinea Agriturist – e di queste il 53% nelle aree collinari, il 31% nelle aree montane, il 16% in pianura, dove l’ospitalità rurale può rappresentare una valida risposta al problema dell’overtourism nelle città.

Condividi
Pubblicato da
Redazione L'Opinionista
Argomenti: Confagricoltura

L'Opinionista® © since 2008 Giornale Online
Testata Reg. Trib. di Pescara n.08/08 dell'11/04/08 - Iscrizione al ROC n°17982 del 17/02/2009 - p.iva 01873660680
Pubblicità e servizi - Collaborazioni - Contatti - Redazione - Network - Notizie del giorno - Partners - App - RSS - Privacy - Cookie Policy
SOCIAL: Facebook - X - Instagram - LinkedIN - Youtube