“Pensare Male” dei The Kolors feat Elodie è già on air [VIDEO]

The Kolors in featuring con Elodie e nasce “Pensare Male” il nuovo singolo ascoltabile dal 15 marzo 2019

The Kolors feat Elodie - Pensare maleThe Kolors in featuring con Elodie e nasce “Pensare Male” il nuovo singolo ascoltabile dal 15 marzo 2019. Un inedito già on air pervaso da una musicalità che possiede “un’impronta French Touch ispirata ai Daft Punk, agli Stardust e a tutti gli artisti che hanno fatto di quel genere una delle colonne sonore della mia vita” ha detto Stash che ha scritto il testo della canzone in una notte in cui ha avvertito il bisogno di esprimersi nella sua arte profonda ed autentica, prendendo una chitarra e mettendo tutto in musica.

Il brano scritto in collaborazione con Davide Petrella e prodotto con i Daddy’s Groove, riprende lo schema di una serata tipica delle nuove generazioni invase dal restar fuori la notte e da chi “ti fa pensar male di me” che si dissolve nell’unirsi alle tre quando non c’è più nessuno in giro.

Una riproduzione che potrebbe investire anche fasce più mature di età ed in effetti ciò che è calamitante nel video sono i contexts e i protagonisti delle scene, adolescenti e persone più adulte sedute al tavolo nonché la stessa signora che viene inquadrata all’inizio del video è una nonna molto avanguardistica con l’occhiale nero cat eye, lo smalto rosso come il rossetto, la sigaretta e il pitonato che la veste, la quale inserisce il seguire.

Lui che canta e la cerca, lei che esce e lo chiama. Lei Elodie in giacca allungata a farle da vestito di luminosi brillantini che riflettono la notte fascinosa di chi la vive appieno siede in una sedia come vera star e serena canta e poi balla dolcemente.

Anche il ragazzino dai capelli rossi e aria vispa farà così, si muoverà dinoccolato sul palco della notte con aria leggiadra e scherzosa, poi l’uomo con stile anni ’60 dopo di lui.

Regna una sensazione di spavaldo menefreghismo verso quel pensar male che intona il ritornello e intitola la canzone, un languore nei movimenti come beato stare che paradossalmente ma volutamente contrasta con il testo.

“Calpesterò le tue rose pensando a te/ resterò fuori stanotte e non so perché/ negli occhi degli altri vedo te/ mi bevo il cuore in un angolo della città/ un ubriaco mi grida “Sei splendida”/ vorrei che fosse la verità/ ma invece mi sento così fragile/ per me sempre così facile/ perdere la testa/ ti dico di andar via ma vorrei dire resta/ non c’è più serata in giro e chiami tu (chiami tu)/ non c’è più nessuno che ti fa/ pensare male di me”.

“Pensavo che è sempre più facile allontanarsi/ è sempre più facile dimenticarsi/ e invece siamo qui coi rimorsi/ ci diamo i morsi/ Sulla tua pelle bianca voglio scivolare/ nella notte sembra di volare/ sinceri non lo siamo stati mai/ sorridi e te ne vai”.

Non si uniscono, si vogliono, si sentono, si prendono e si lasciano, una relazione tormentata che ha il suo sfondo nelle serate e nel blu illusorio della notte che non li congeda a lieto fine e su cui danzano ignari della pesantezza di situazioni vissute oggi quali normali. Un morbido aggirarsi su stessi come importanti fulcri di un teatro di cui ci si sente al centro, in pace e ce se ne frega di chi ti fa pensare male di me perché poi nel fondo della notte ci si ritrova.

Movenze che sembrano un ricordare il vivere un sogno, una parentesi non del tutto simil reale ma tinteggiata di ibrida e fantastica foschia avvolge ognuno ne faccia parte come lanciato in un sipario che nasconde un messaggio, un pensiero forte e un sentimento in cuore.