Pistacchi, benefici e proprietà: consigli per stare meglio

pistacchi

Più attenti, smart e in forma: i nuovi studi e  i consigli della psicoterapeuta Katia Vignoli

Nell’eterna ricerca di un benessere psicofisico, i pistacchi della California si confermano il superfood quotidiano dei sogni anche in ufficio: buonissimi, non muovono l’ago della bilancia, favoriscono la concentrazione e migliorerebbero anche le funzioni cognitive. Uno studio della Loma Linda University e un’indagine condotta dall’istituto di ricerca Focus Vision negli USA suggeriscono infatti che uno spuntino a base di pistacchi americani può stimolare le capacità intellettuali e aumentare i livelli di concentrazione a lavoro.

“Tra i frutti secchi, il pistacchio è uno dei più versatili e più appetibili. Ottimo come ricarica quando ci si sente a corto di forza e ideale per sostenere la concentrazione dopo una prolungata attività intellettuale” commenta Katia Vignoli, psicoterapeuta e giornalista. “Il pistacchio vanta anche una forte valenza simbolica: è un seme e rimanda quindi alla rinascita, l’atto di sgusciarlo custodisce la magia del segreto, la pienezza della vita si rispecchia nella sua ricchezza di nutrienti …. senza dimenticare che nel piccolo sta il grande!”.

CONSIGLI SUL PISTACCHIO

  1. Vivi e mangia in modo pieno! La “pienezza” nutre corpo e anima.

La compresenza dei vari nutrienti del pistacchio (sostanze grasse, sostanze proteiche, vitamine del gruppo B, fosforo, clorofilla…) rimandano al bisogno, spesso inconsapevole, di una vita appagante sotto più aspetti, una vita piena. Ambire a una vita piena, significa non trascurare nessun ambito di essa: le relazioni, il lavoro, la cura di sé… Basta tagli: o il lavoro o la famiglia; o divertirsi o impegnarsi! Per esempio, chi ha mai detto che non ci si può rilassare anche “facendo”, piuttosto che spiaggiati sul divano? Riposare nell’azione: ecco che la prospettiva cambia di netto!

Perché anche sulla tua tavola regni la pienezza, mangia di tutto e non fissarti su certi cibi a discapito di altri. Una dieta monotona, anche se salutare, non appaga. La varietà crea sazietà …molto più della quantità!

  1. Ama le piccole cose. Nel piccolo sta il grande!

Quanta ricchezza in un alimento così piccolo come il pistacchio! Constatarlo attraverso il seme, rimanda all’importanza delle piccole cose, le piccole felicità che costellano il quotidiano e lo illuminano. La cultura della “lotteria”, che mira a fare il colpo grosso, uccide la poesia rigenerante delle piccole cose. Risvegliarsi ad esse, è una necessità per vivere bene. Il fallimento di tante diete dimagranti, sta anche nella possibilità di mangiare grandi quantità di cibi ipo-calorici, che riempiono senza ingrassare. Questo stratagemma, anche se risponde a una verità, privilegia comunque la quantità come criterio di scelta. Fai invece l’opposto: riduci le porzioni e non rinunciare ai cibi che ti piacciono. Anche un boccone può appagare, se è …un boccone di felicità!

3. Custodisci segreti con te stesso! Il guscio insegna la magia del segreto

Il piacere di “sgusciare” un pistacchio racconta il piacere di scoprire, di accedere a qualcosa di intoccato prima, una sorta di tesoro di cui si è destinatari. In un mondo che privilegia la visibilità ad ogni costo e teme il buio, i segreti muoiono, portando via con sé la loro feconda magia. Impegnati a proteggere i tuoi segreti, impara a custodire te stesso e i tuoi. Una vita senza mistero è una vita piatta!

Un tempo c’erano cibi che si mangiavano solo in certe occasioni, ricette che non si svelavano, ripieni a sorpresa… Riporta questo incanto sulla tua tavola: il cibo della domenica, la ricetta preziosa da offrire agli amici veri, in un’occasione speciale; la spezia segreta. Un pizzico di mistero anche a tavola…e la magia è garantita.

4. Ricerca la giusta compagnia. Il piacere di offrire e la saggezza di scegliere a chi

Non è un caso che i pistacchi, come altra frutta secca, siano presenti in occasioni conviviali, come gli aperitivi o il rituale del tè o della prima colazione. In effetti i semi oleosi sono facili da condividere. Questo però non comporta nessun obbligo di attingere allo stesso piatto, se le persone presenti non meritano ai nostri occhi confidenza. Anche nella vita di oggi, la routine si sostituisce spesso al rituale: si spartisce il cibo per abitudine, dimenticando il valore profondo della condivisione. Anche nel tuo approccio al cibo, offrilo a qualcuno con cui senti una vicinanza emotiva. Fare la differenza ha un impatto importante: non è anti-democratico, ma ti restituisce il senso più alto della condivisione, che nutre l’anima quando è corrisposta e la impoverisce quando invece è solo automatica. Spesso mangiamo troppo e male perché stiamo con persone con cui non c’è feeling. In quel caso, appartarsi e mangiare da soli è un modo intelligente di ritornare a se stessi.

5. Sii spontaneo! Mangiare è un atto naturale

C’è stato un tempo in cui gli uomini si nutrivano solo dei frutti della terra. La terra offriva loro il cibo, come fa la madre. Mangiare un pistacchio ci fa ritrovare quella stessa naturalezza. Concedersi la spontaneità, imparare a fare senza sforzo, assecondare il flusso delle cose, è una risorsa infinita. Allenarsi alla naturalezza rende semplici le cose che sembrano difficili: anche dire un no, se fatto con naturalezza, non crea disagio. Mangiare quando si ha fame è un atto naturale. Così come il contrario. Sorprende che i grandi obesi affermino di non sapere cos’è la fame: non ne riconoscono più lo stimolo. Impegnati a mangiare solo quando ne hai davvero necessità. Ti accorgerai che, senza nessuna costrizione, troverai la giusta misura col cibo. Mangiare quanto basta, quando se ne ha bisogno e solo allora: provare per credere.

6. Stupisciti e usa la creatività! La versatilità moltiplica le risorse

Crema di pistacchio spalmata sul pane tostato a colazione, un pugno di pistacchi nel sugo della pasta o sbriciolati su un trancio di pesce; pistacchi per un happy hour improvvisato con gli amici…La versatilità moltiplica le funzioni e con esse le risorse. Esserne consapevoli abbatte le barriere e fa di un oggetto, di una relazione, di un lavoro “una cosa che può servire a più cose”! Un collega che diventa il partner che cercavi per il tennis; il vecchio como’ che ridipinto rallegra la sala…Tutto ha più volti: peccato fissarsi su uno soltanto! Riconoscere la versatilità di un cibo in cucina fa la differenza. Mescolare frutta e verdura o utilizzare un ingrediente per un piatto che di norma non lo prevede, può sortire risultati inaspettati. Entrare in confidenza col cibo, sperimentarlo in associazioni inedite, è un buon modo per conoscerlo e apprezzarlo. Ti sorprenderai di come alimenti “soliti”…così soliti non sono!