Il 29 agosto esce Polygon Reflections, l’album di Galya Bisengalieva con remix di The Bug, Alva Noto, Hatis Noit e altri. Un viaggio sonoro tra memoria, denuncia e sperimentazione
A quasi due anni dalla pubblicazione di ‘Polygon’, Galya Bisengalieva, artista, violinista e compositrice kazako-britannica, presenta ‘Polygon Reflections’, una fervida rivisitazione da parte di nomi noti nel panorama musicale alternativo, tra cui The Bug, Hatis Noit, KMRU, Balkhash Dreaming, Lucy Liyou, Aisha Devi, Alva Noto, Hinako Omori. La data della pubblicazione, il 29 agosto, coincide con l’anniversario del primo test nucleare sovietico in Kazakistan.
Come in ‘Aralkum’, il debutto solista di Bisengalieva pubblicato nel 2020, anche per ‘Polygon’ l’artista è tornata nella sua terra d’origine, il lago d’Aral, per un album di denuncia sulla deturpazione della sua patria, a partire dal disastro del lago d’Aral fino agli episodi più recenti della storia kazaka che, durante la Guerra Fredda, sono stati teatro di esperimenti nucleari da parte dell’Unione Sovietica, in quell’area nota appunto come Il Poligono, nelle zone steppose a nod-est, dove furono condotti oltre 456 test nucleari tra il 1949 e il 1989, provocando ricadute nucleari sull’ambiente e sulla popolazione peggiori di Chernobyl.
Ogni traccia del disco si ispirava ad elementi presenti nel Poligono: villaggi, città, bellezze naturali…per i sovietici quell’area era semplicemente ‘disabitata’, ma in realtà la steppa era il crogiolo della cultura kazaka, patria di poeti, musicisti, del più famoso letterato del paese, Abai Quananbaiuly, oltre ad ospitare una straordinaria biodiversità di montagne, colline e pinete che costeggiavano il fiume Irtysh.
In ‘Polygon Reflections’ Bisengalieva affida il suo lavoro ad una cerchia di artisti per chiedere loro di riflettere: il risultato è più simile a una colonna sonora dalle scene uniche, che spazia dalle feroci macchinazioni meccaniche di The Bug agli incantesimi di Hatis Noit, dalle texture digitali di KMRU al pianoforte elettroacustico di Lucy Liyou, fino alla cyber-elettronica dissociate di Aisha Devi, le meditazioni arpeggiate di Hinako Omori e la poesia di Balkhash Dreaming, intrecciata di campionamenti di registrazioni d’archivio degli anni ’30 e il mondo sonoro microcampionato di Alva Noto.
Tracklist
1 Alash-kala (The Bug Reflection)
2 Saryzhal (Hatis Noit Reflection)
3 Saryzhal (KMRU Reflection)
4 Polygon (Balkhash Dreaming Reflection)
5 Sary-Uzen (Lucy Liyou Reflection)
6 Chagan (Aisha Devi Reflection)
7 Balapan (Hinako Omori Reflection)
8 Sary-Uzen and Degelen (Alva Noto Reflection)
9 Kevin Richad Martin (Degelen Reflection)*
*Digital Bonus









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