Recovery fund, Prodi: “Fondi straordinari, oggi possiamo farcela”

Romano Prodi

L’ex premier intervistato da InBlu Radio: “Bisogna dimostrare che l’Italia fa sul serio nell’equilibrio finanziario. Il problema oggi non è più la spesa ma le entrare”

ROMA – “Il Recovery Fund è oggettivamente una bella notizia perché non ce la sognavamo neanche, diciamo la verità. Un mese fa ho scritto articoli durissimi perché si andava verso un’ Europa che marciava per conto suo o non marciava affatto. Questo è un grosso cambiamento. È giusto però fare anche un riflessione sulla necessità che venga reso legge effettiva”. Lo ha detto l’ex premier Romano Prodi, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei.

“Bisogna dimostrare – ha sottolineato Prodi – che l’Italia fa sul serio nell’equilibrio finanziario. Il problema oggi non è più la spesa ma le entrare. Abbiamo un livello di evasione fiscale che è incompatibile con un equilibrio economico. Questa grande mossa europa ci dà un grande aiuto ma poi bisogna lavorare nell’ordinaria amministrazione. O si fa una lotta sull’evasione fiscale o l’ Italia tra qualche mese ritornerà nei problemi di oggi. Con un’evasione fiscale media simile all’Europa noi avremo 60 miliardi di euro in più all’anno. E nostri conti andrebbero bene. Sono drastico. Per evitare misure straordinarie come la patrimoniale bisogna stringere sul contante. È l’unico modo per riattivare un effettiva solidarietà nel Paese. La democrazia si difende con le ricevute”.

“L’Italia – ha aggiunto Prodi a InBlu Radio – deve saper spendere i soldi dell’Europa. Spero che qualcosa si snellisca nelle pratiche perché così non si può andare avanti. Alcune Regioni soprattutto le più povere non sono in grado di spendere questi soldi, bisognerà riorganizzare tutto il nostro apparato. Questi sono fondi straordinari che non si possono ripetere continuamente”.

“Ci potrebbe essere qualche variazione nella distribuzione dei soldi – ha proseguito Prodi – si dice che l’Italia potrebbe avere 173 miliardi di euro. Ma ora è importantissimo correre nei tempi e la cancelliera Merkel che è sempre prudente ha detto ‘speriamo e contiamo che l’ 1 gennaio i soldi comincino a fruire’. Questo perché il processo è lungo, i Parlamenti di tutti i 27 Paesi lo devono approvare. L’unanimità è antidemocratica. L’unanimità è fatta affinché un topo si senta un leone. In questo modo chi è in difficoltà vota contro e si ricomincia tutto da capo. È vero che l’Europa non si fa in un giorno solo ma penso che prossimamente debba essere fatta una battaglia contro l’unanimità”.

“Ci vuole quella che si chiama una leadership – ha aggiunto Prodi – Non serve un barometro cioè colui che misura la febbre alla società e poi fa le cose. Il leader è colui che disegna un obiettivo indispensabile e lì ci porta. Tutti gli osservatori internazionali ci dicono ‘o voi avete un equilibrio di lungo periodo oppure la musica torna ad essere triste’. Intanto però godiamoci questo respiro. È chiaro che l’epidemia del coronavirus non è stata colpa nostra e siamo stati anche bravi nell’emergenza. Quando bisogna prendere decisioni che cambiano la vita di milioni di cittadini bisogna pensarci giorno e notte. I ritardi sono giustificati dal fatto che si doveva essere sicuri. Qualche ritardo all’inizio dell’ emergenza lo perdono ma adesso ‘no’ ci sono tutti gli elementi per correre”.

“Un mese fa dicevo ‘qui andiamo a finire male’ – ha concluso Prodi a InBlu Radio – oggi dico finalmente in questo caso l’Europa è l’Europa. Devo anche ammettere di essere stato troppo pessimista in alcuni momenti ma non vedevo vie d’uscita. Poi quando si è ricostituita, dietro impulso spagnolo e italiano, un’ alleanza franco-tedesca nella direzione giusta ho cominciato a dire ‘forse ce la facciamo’. È stato utile essere allineati con la Francia perché in politica bisogna misurare le forze e litigare con tutti non andava bene. Adesso si è formata un’alleanza che fa 400 milioni di abitanti”.