Regione Liguria ricorda De Andrè nell’anniversario della scomparsa

3

GENOVA – La Regione Liguria ha reso omaggio a Fabrizio De André nell’anniversario della sua scomparsa, avvenuta l’11 gennaio del 1999. Nell’ambito della programmazione sulla facciata del palazzo di Piazza De Ferrari, oggi pomeriggio sono state trasmesse alcune foto con la scritta ‘ciao Faber’. Passati quasi 25 anni dalla sua scomparsa, resta ancora molto di Fabrizio De Andrè. E le nuove generazioni se ne accorgono. Le iniziative, i cofanetti, i greatest hits e i concerti tributo ideati fino a oggi per ricordarlo non sono stati solo abili trovate di marketing, ma anche modi per insegnare ai giovani la lezione di un artista decisamente controcorrente, che con la sua voce dal timbro scuro ed ammaliante, le sue musiche malinconiche e folk, i suoi testi intrisi di pura poesia veicolava messaggi che ancora oggi sono di forte attualità.

Mauro Pagani e Morgan sono solo gli ultimi due, in ordine di tempo, che nel mondo della musica hanno voluto omaggiare De André: il primo reincidendo “Creuza de ma”, capolavoro del 1984, il secondo rileggendo a modo suo “Non al denaro, non all’amore, né al cielo”. «Se hai pietà umana sei un fuorilegge», diceva De André. Nulla di più vero, specie considerando ciò che egli ha scritto nelle sue canzoni, le cui liriche erano spesso e volentieri intrise di questa “pietas”. Una pietas che i più bigotti non sembravano voler capire, quando De André riprendeva i vangeli apocrifi e ne traeva ispirazione e magnificenza. O quando raccontava la storia di Marinella, il sogno di Maria, la guerra di Piero, le disavventure di Bocca di Rosa, tuffandosi nel fiume Sand Creek dopo essere passato per via del Campo, dove “c’è una puttana”.

Perché il mezzo è il messaggio, come sosteneva McLuhan, e il cantastorie genovese ha fatto sua appieno questa importante dottrina. Lui camminava sempre “In direzione ostinata e contraria”, proprio come il triplo cd che SonyBmg ha dato alle stampe qualche tempo fa. Insomma, aver perso De Andrè, che era un grande comunicatore nonostante si dicesse che non amasse apparire, è stato un grande danno soprattutto per l’alimentazione di una coscienza civica, ed artistica, che ha sicuramente arricchito l’Italia. Emblematico, in tal senso, questo suo verso: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.