“Respirerò”, Maldimarte: “È forse il brano più rappresentativo”

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Questa nuova, inaspettata dimensione esistenziale è il fil rouge che lega simbioticamente le quattro tracce contenute in “Vicini di Caos”, primo EP dei Maldimarte

Dal 26 marzo è disponibile in rotazione radiofonica “Respirerò” (Alka Record Label), il nuovo brano del duo Maldimarte già presente su tutte le piattaforme di streaming ed estratto da “Vicini di Caos”, il nuovo EP in uscita sui digital stores lo stesso giorno. Con questo nuovo brano, i Maldimarte traspongono sul piano musicale una riflessione incentrata sul qui ed ora, su questo surreale periodo storico in cui tutto è rimesso in discussione alla velocità di una centrifuga in un frullatore. “Respirerò” è una canzone che canta e descrive una realtà in cui son cambiate le nostre priorità e, con esse, la nostra percezione del mondo in cui viviamo.

I Maldimarte ci hanno gentilmente concesso un’intervista.

“Respirerò” è il vostro nuovo brano, di che cosa si tratta?

Respireró è forse il brano più rappresentativo, descrive un’epoca in cui tutto è rimesso in discussione con la velocità di una centrifuga dove le priorità sono cambiate e rallentare diventa urgenza, è un analisi sul mondo che ci circonda in cui si percepisce forte la sensazione che niente è né sarà più come prima, ma prevale la speranza, la voglia di fermarsi e tornare a respirare.

Che cosa volete trasmettere con questo lavoro?

Rendersi conto che si è chiusa un’epoca e rassegnarsi alla consapevolezza che l’individualismo, la bellezza artefatta, la sicurezza a tutti i costi, l’assuefazione ideologica in “salsa calcistica” ci stanno accompagnando verso l’intolleranza e la prevaricazione sul più debole. E’ importante riprendere contatto con se stessi e con le misure che la natura ci impone, perché non si lascerà martoriare all’infinito.

Il brano è estratto dall’Ep “Vicini di Caos”, come si compone?

Sono 4 brani musicalmente diversi ma con un comune denominatore: la passione per la musica. Racconta i brividi che essa ci procura attraverso i versi e i riff di chitarra. “Respirerò”, “Distimia”, “Oro logico” e “Pirenei” partono tutti da un viaggio introspettivo, sono brani veloci e graffianti pieni di metafore e significato.

C’è anche un videoclip, come si caratterizza?

Il videoclip descrive puntigliosamente questo viaggio sul nostro pianeta: mostra tutta la sua magnificenza ma anche tanta fragilità; segnale per cui dovremmo apprezzarlo di più, modificare il nostro comportamento soprattutto dal lato umano, partendo dalla tolleranza, dal rispetto per l’ambiente, fino ad arrivare a moderare l’uso della tecnologia e della comunicazione, sempre più aggressivi e talvolta fuorvianti.

Come nasce il vostro progetto musicale?

Maldimarte è un atto secondo, è il naturale processo che prosegue e rinasce da alcune costole dei Vinylika, band powerpop che tra il 2005 e il 2013 ha collezionato molti riconoscimenti anche a livello nazionali, tra cui Sanremo Rock, il Roxy bar di Red Ronnie, il Motor show di Bologna, sempre con ottimi piazzamenti. L’urgenza espressiva in chiave rock si è trasformata in pacata osservazione degli eventi che accadono intorno, in una narrazione che prende spunto più dalla realtà esterna che dall’introspezione. Con Maldimarte le chitarre fanno un passo indietro rispetto ai synth e i brani diventano una finestra che si affaccia sull’anno in cui tutto è cambiato nelle nostre vite, raccontando l’ansia di un presente pieno di incognite più di quanto fosse fino a ieri il futuro.