Il riscaldamento autonomo è tra i più diffusi in Italia, ma si tratta di un’abitudine o c’è un effettivo risparmio?
Con l’arrivo dell’inverno torna il tema dei costi del riscaldamento domestico, soprattutto per chi utilizza un impianto autonomo e vuole capire quanto spenderà nel 2025/2026. La spesa varia in base alla metratura dell’abitazione, alla classe energetica e alla tipologia di impianto installato, elementi che incidono in modo significativo sui consumi.
In Italia oltre il 95% delle abitazioni utilizza ancora il gas metano, motivo per cui i costi dipendono principalmente dalle tariffe del mercato libero e tutelato. Per stimare la spesa è necessario considerare il costo al metro quadro e moltiplicarlo per la superficie dell’immobile, ottenendo un valore realistico per l’intera stagione.
Come cambiano i costi in base all’impianto
La scelta dell’impianto resta comunque determinante, perché alcune soluzioni garantiscono risparmi nel lungo periodo nonostante costi iniziali più elevati. Tra i sistemi più diffusi rientra la caldaia a gas, che presenta un costo medio di 30 €/MWh, pari a circa 0,32 €/Smc, a cui si aggiungono 0,12 €/Smc di spread e 130 euro annui di costi fissi.

Considerando una casa di 70 mq in classe energetica G, la spesa annua stimata è di 1.079 euro a Milano, 1.007 euro a Roma e 677 euro a Palermo. Il divario geografico riflette le differenze climatiche, con consumi più elevati nelle zone settentrionali e più contenuti nelle regioni meridionali.
Un’alternativa molto diffusa è la stufa a pellet, che richiede un investimento iniziale tra 600 e 3.000 euro, escluso dal calcolo della spesa stagionale. Per un’abitazione di 100 mq, il costo del pellet si aggira intorno ai 400 euro per 3–4 mesi, considerando un prezzo medio di 6,50 euro a sacco.
Il camino rappresenta una soluzione tradizionale ma meno efficiente, richiedendo manutenzione costante e un consumo giornaliero di 8–10 kg di legna per 100 mq. Il prezzo della legna varia tra 13 e 15 euro al quintale per quella sfusa e tra 26 e 30 euro per quella a bancale.
Con un consumo medio di 10 kg al giorno e un costo di 14 euro al quintale, la spesa annua è intorno ai 350 euro. Tra le soluzioni più moderne spicca la pompa di calore, che richiede un investimento iniziale tra 9.000 e 12.000 euro, spesso abbinato a un impianto fotovoltaico.
Nonostante il costo elevato, rappresenta uno dei sistemi più convenienti nel lungo periodo, grazie all’elevata efficienza energetica e alla riduzione dei consumi. La scelta del sistema di riscaldamento dipende quindi da esigenze personali, budget disponibile e caratteristiche dell’abitazione.
Il gas resta la soluzione più diffusa, mentre pellet e legna offrono alternative economiche per chi dispone degli spazi necessari. La pompa di calore si conferma la scelta più sostenibile nel tempo, soprattutto in presenza di un impianto fotovoltaico che ne riduce i costi operativi.











