Riso ecosostenibile, accordo tra Piemonte e Lombardia

15

riso

Sottoscritto il protocollo d’intesa per la coltivazione del riso nell’ottica della ecosostenibilità e dell’alta qualità, per superare la crisi idrica e i cambiamenti climatici

NOVARA ‒ È stato raggiunto l’accordo per la produzione di un riso di altissima qualità e che venga coltivato attraverso metodi ecosostenibili. L’esigenza di attuare una chiara strategia per adattarsi ai cambiamenti climatici ha fatto raggiungere un’intesa tra un insieme di enti che fanno parte del distretto del riso italiano, 200 mila ettari tra Piemonte e Lombardia: le due Regioni, i consorzi irrigui Est e Ovest Sesia, l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Ente Risi, Consorzio di Bonifica di Baraggia vercellese e biellese, Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi.

Per ridurre al minimo l’impatto ambientale e contrastare i cambiamenti climatici è stato fissato l’obiettivo di diminuire gli inquinanti nelle acque e ridurre le emissioni di gas in atmosfera, praticare una risicoltura sostenibile, tutelare la biodiversità, ottimizzare e razionalizzare le modalità di derivazione dei corsi d’acqua.

“I piccoli interventi singoli non sono più significativi ‒ ha detto l’assessore regionale piemontese all’Ambiente, Matteo Marnati ‒. Il protocollo mette insieme una squadra senza competizione tra Vercelli e Novara, tra Piemonte e Lombardia”.

Il riso è il secondo cereale più coltivato al mondo e per l’Italia costituisce una coltura importantissima: basti pensare che circa il 50% del riso europeo è prodotto in Italia. L’agricoltura, oltre a subire gli effetti dei cambiamenti climatici, contribuisce a sua volta all’innalzamento delle temperature. Per questo in molti Paesi del mondo e anche in Italia si sta accogliendo la sfida di una nuova agricoltura green.

Per superare la crisi del clima emerge il fatto che non basta cambiare i comportamenti individuali, è necessario agire collettivamente: “Sui cambiamenti climatici e sulla crisi idrica, i problemi oggi sono più che mai evidenti, bisogna lavorare insieme, fare squadra e mettere in rete analisi e dati, condividere azioni comuni” dichiara Matteo Marnati.