“Sangue e Pane”, il nuovo romanzo di Vito Ribaudo

Un’epopea familiare che attraversa il Novecento. Una Sicilia arida di speranze, una New York tanto generosa quanto brutale, e la Milano in continua espansione dagli anni Settanta a oggi

sangue e pane

“Sangue e Pane”, in libreria dal 18 giugno per la collana di narrativa ‘Varianti’, è il nuovo romanzo di Vito Ribaudo dopo il successo de “L’elbano” (Morellini, 2018), un avvincente giallo ambientato sulla nota isola toscana.

È dalla Sicilia che si dipana la storia, lunga un secolo, della famiglia Vastiani, protagonista del romanzo: attraverso tre generazioni l’autore ci accompagna per tutto il Novecento, nel vecchio e nel nuovo Continente: dalle aspre e remote terre siciliane di Mistretta fino alla sognata America, a New York, per ritornare, come un cerchio che si chiude a riconnettere passato e presente, nuovamente in Italia, in una Milano dinamica e moderna.

“Sangue e Pane” è la metafora della vita, è la sofferenza e la fatica che devi affrontare per guadagnarti il tuo posto nel mondo, una volta che lo hai trovato. È la maledizione lanciata da Vito Vastiani al figlio Isidoro: «Che mio figlio sia maledetto a cercare pane come Pane è il cognome di sua madre. E che gli resti solo sangue, se pane non è capace di trovarne».

Il romanzo, diviso in tre parti, àncora le sue radici nella Sicilia rurale dei primi del ventesimo secolo, una realtà di padri, padroni e innumerevoli segreti che Isidoro Vastiani si sente stretto addosso. I suoi genitori, Peppina Pane e Vito Vastiani, si sono affrancati dalla mezzadria con i Salomone, e ora che il suo destino non è più segnato da un percorso certo, ora che non sarà costretto per forza ad essere un contadino al servizio di altri, il giovane si imbarca per raggiungere l’America. Qui troverà un lavoro, un senso di appartenenza e l’amore della sua vita, Elizabeth, la quale però muore presto lasciandogli due figli, Juliet e Matthew, che resteranno orfani anche di padre, venendo accuditi da una zia, quando Isidoro tornerà in Sicilia per fare pace con il suo passato, trovando però un mondo che non sarà disposto a perdonarlo per averne alterato gli equilibri.

La seconda parte è quindi dedicata ai figli di Isidoro, a come le opportunità che offre quella New York vitale e crudele possano trasformarsi in condanne a morte, come accade a Matthew, che tra i vicoli tortuosi della sua città si avvicina un passo alla volta alle bande di criminali senza scrupoli e che finisce la sua vita molto giovane, sul marciapiede di quella città bella e terribile, interrompendo così il passaggio del cognome Vastiani nei secoli.

Ma la saga della famiglia non è finita, e prosegue a Milano, dove seguiamo Vincent, il figlio di Juliet e del marito David Scott, mentre cresce tra la parrocchia e il campo da calcio della Milano degli anni Settanta, si innamora, si sposa, fa carriera mentre il capoluogo lombardo cresce e si espande, scossa ogni tanto dagli eventi tragici della nostra storia contemporanea. E Vincent da figlio diventa padre e al funerale di sua madre Juliet scoprirà una verità che farà chiudere perfettamente il cerchio.

L’autore

Vito Ribaudo è sposato con Vittoria e padre di Giulia, Beatrice ed Elisa. Milanese di nascita e siciliano per affetto e origini, nella vita professionale è il Direttore Risorse Umane Italia di RCS MediaGroup. Ha pubblicato “Una grande opportunità” (Rizzoli, 2015, Premio “Lago Gerundo”) e “L’Elbano” (Morellini Editore, 2018). “Sangue e Pane” è il suo terzo romanzo. Ha poi pubblicato alcuni racconti in antologie come “Un bacio davanti a quel portone” su Francesco De Gregori (“Vinyl”, 2017); “La Domenica delle Palme” sul mitico derby vinto dal Torino nella primavera del 1983 (“On the radio”, 2018); “Marchesa Adele Cicè” (“Sicilia d’Autore, 2019), “Messico e Nuvole” sul record di Pietro Mennea (“Tra uomini e dei”, 2020) e “Viaggiare e scrivere” in “Lettere al padre”, 2020.