SANREMO – “I Nomadi sono nel mio cuore. Ho fatto una delle cose più belle con i Nomadi, li ho portati ad Assisi, abbiamo cantato “Dio è morto”, che credo sia uno dei brani più rappresentativi della storia della musica, proprio sottolineando come per esempio allora, quando la cantarono, la Rai li censurò e invece la Radio Vaticana li passava con grande forza. Quindi i Nomadi e Beppe Carletti sono nel mio cuore”.
Lo ha detto Carlo Conti oggi in conferenza stampa al Festival di Sanremo. “Purtroppo – ha aggiunto – più di questi non potevamo inserirli. Sono uno dei nomi, come Cocciante, come Minghi e come tanti altri che lo meritano, che spero che il prossimo anno siano considerati dal prossimo direttore artistico o da me stesso se dovessi essere ancora qua”.