“Se te ne vai”, il nuovo singolo di Davide Amati. L’intervista

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Davide Amati – Crediti foto: Luigi Rizzo – www.instagram.com/luigirizzophotographer

“Se te ne vai è un brano che parla di contrasti, di spazi cercati e sognati, di desiderio di luce, di immagini e sentimenti inseguiti a perdifiato ma costretti a mescolarsi con sere scure e assenze. Di sogni che diventano vertigini”

Se te ne vai” è il nuovo singolo di Davide Amati, uscito il 12 febbraio per Uma Records e Pirates in distribuzione Sony Music. Dopo le prime uscite “Allunga il passo” e “Rinascere ogni giorno”, due brani molto coraggiosi e agli antipodi tra loro, il giovanissimo cantautore romagnolo torna con un brano dalle atmosfere molto chill e sognanti. Possiamo considerarlo il suo primo vero singolo, capace di far innamorare chiunque lo ascolti. Davide Amati ci vuole dire che un altro pop è possibile. In questo brano si mescolano le sonorità del pop moderno a melodie soul e blues. Una canzone semplice ed emotiva con un ritornello che ti rimane in testa e che attinge a piene mani dal cantautorato italiano, dove la capacità di scrittura e arrangiamento di Davide ne esaltano l’emotività, lasciandoci senza fiato per oltre 3 minuti.

Davide Amati ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Se te ne vai” è il tuo nuovo singolo, di che cosa si tratta?

Non me la sento di dare un significato unico alle canzoni, ma questo perché anche in fase di scrittura mi lascio trasportare dalle emozioni del momento e non cerco a tutti costi una narrazione.

Il brano presenta delle atmosfere molto chill e sognanti, com’è maturata questa scelta?

È una scelta di arrangiamento che ho fatto insieme a Luca Treno, produttore senigalliese con il quale collaboro ormai da 3 anni. In generale mi diverto a mescolare le sonorità che più mi piacciono e alle quali mi ispiro. È successo anche con “Allunga il passo” e “Rinascere ogni giorno”. Tutto il disco sarà proprio un bel viaggio!

Cosa vuoi trasmettere con questo lavoro?

Sicuramente la mia passione per la musica. Anzi è proprio una dipendenza.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Ho iniziato a suonare la chitarra a 8 anni e poi è stato tutto un susseguirsi di esperienze e soprattutto l’andare sempre alla ricerca di nuova musica e di nuovi stimoli.