“Singoli”, alla scoperta del nuovo album di Diego Moreno

Diego Moreno, compositore, cantante e chitarrista argentino (napoletano di adozione) che il 23 ottobre ha pubblicato il suo nuovo album “Singoli”, ai nostri microfoni ci ha parlato del suo ultimo lavoro discografico

diego morenoProdotto da Roy Tarrant, “Singoli” nasce dall’idea di creare 12 tracce che esplorano tematiche all’apparenza semplici, ma fondamentali quali l’amore, l’empatia, il ricordo e la fantasia. Composto da Diego Lemmi Moreno e Gaia Eleonora Cipollaro con la produzione artistica di Salvio Vassallo, “Singoli” esprime anche l’amore verso due paesi e due tradizioni cari all’artista: quella argentine e quella italiana.

L’album è stato anticipato dall’uscita del brano “Bella Chao”, rivisitazione in lingua spagnola del celebre canto popolare italiano che, riconosciuta dalla SIAE come opera unica per testo e sonorità, ha totalizzando su YouTube oltre 40 milioni di visualizzazioni. L’artista ci ha gentilmente concesso un’intervista.

Il 23 ottobre è uscito il tuo nuovo album “Singoli”, di che cosa si tratta?

L’album “Singoli” nasce da una idea mia e di Roy Tarrant, mio produttore ed amico. Volevamo realizzare un album al servizio della forma “canzone”, della bellezza delle singole canzoni. Il progetto pulsa di sonorità nuove, talvolta metalliche e feroci, talvolta acustiche dolci e passionali; sono tutte al servizio di temi semplici ma per me fondamentali quali l’amore, l’empatia, il ricordo, la fantasia, temi che però oggi forse sono un po’ sottovalutati e che ritengo sia bello enfatizzare specialmente in un momento storico come questo. “Singoli” è un lavoro che ho potuto condividere non solo con Roy ma anche con Salvio Vassallo, già produttore del progetto “Il Tesoro di San Gennaro”, che ha curato la direzione artistica. Fondamentale è stata inoltre la collaborazione con Gaia Eleonora Cipollaro co-autrice dei testi in italiano e Davide Aronica regista dei videoclip nonché con i tanti musicisti formidabili ai quali va il mio sincero ringraziamento. La qualità sonora dell’album penso sia eccellente e mi rappresenti molto!

Diverse e importanti le tematiche affrontate in questo disco; in che modo sono proposte agli ascoltatori?

Come dicevo prima si tratta di “canzoni”, belle canzoni a nostro parere, ovvero un genere affascinante perché deve riuscire a comunicare tanto in circa 3 minuti. Devo dire che inizialmente ho scritto molti di questi brani in spagnolo, la mia lingua madre, ma successivamente – grazie alla preziosa collaborazione di Gaia – sono riuscito a trovare la giusta trasposizione in italiano del messaggio che avevo ideato in spagnolo, fondamentalmente un messaggio di amore per la vita che ritengo essere ciò che qualifica di più il nostro “essere umani”; poi c’è il tema dell’empatia, che trovo sia fondamentale; per non parlare dei ricordi che, per me che sono un romantico, sono anch’essi fonte d’ispirazione. Un altro tema che tocchiamo nel brano “Da te o verso il mare” è il passare inesorabile del tempo ma anche la scelta di “rallentarlo” e quindi di fermare la felicità! La fantasia è anche un altro componente indispensabile della vita di cui mi piace parlare nelle mie canzoni. Penso a “Sogno (Sofia sul divano)”, un brano pieno di ironia e di fantasia. Credo infatti che i “sogni” (mi sento molto “marzulliano”!!) sicuramente aiutino a vivere e ad avere stimoli in più per andare adelante!

Questo lavoro discografico vede al centro l’amore per due Paesi: l’Argentina e l’Italia. Parlaci di questo sentimento verso queste due terre.

Io sono argentino e lo sarò sempre, amo la terra che mi ha visto nascere, crescere e formarmi come studente così come amo la mia famiglia e la cultura argentina; al tempo stesso amo però anche l’Italia dove ho passato oltre 20 anni della mia vita e dove ho realizzato buona parte della mia carriera da professionista della musica; quindi sono un vero italo-argentino e mi piace molto la parola “ponte”, nel senso che mi sento come un ponte tra le mie due culture di appartenenza; poi non dimentichiamoci che tra l’Argentina e l’Italia esiste da sempre un dialogo, un “andata e ritorno” continui; basti pensare che i cognomi eccellenti del tango – che è la musica argentina per eccellenza – sono in gran parte italiani o di origini italiane. Se poi parliamo del genere pop mi fa sempre piacere raccontare che i big Italiani (Pausini, Ramazzotti, Ferro … ecc.) hanno raggiunto milioni di copie vendute nel mondo per lo più per i loro progetti cantati in spagnolo e anche in Argentina sono considerati idoli e riempiono gli stadi. Certamente la musica argentina è molto ricca di artisti come Fito Pàez, Lito Vitale, Mercedes Sosa, Gustavo Santaolalla, Vox Dei e tanti altri che fanno parte delle mie playlist quotidiane. Personalmente credo che in tutta l’America Latina si possa ancora cantare d’amore senza essere etichettati come “datati” e in questo io mi sento molto “latino”.

L’album è stato anticipato dall’uscita del brano “Bella Chao”, rivisto in lingua spagnola. Com’è sviluppata questa rivisitazione?

Il brano ha una storia molto bella che risale a 15 anni fa quando scrissi questa versione, prodotta da me, per un progetto sempre di Roy Tarrant. In tutto questo lungo periodo non ho mai utilizzato questa canzone – che ha avuto una vita autonoma e felice con tantissime visualizzazioni – poi però è successo qualcosa che me l’ha fatta tornare alla mente. Mentre stavo curando un progetto di canzoni latino-americane dedicate alle varie rivoluzioni – quindi parliamo di canzoni come “Hasta siempre comandante” e di autori come Violeta Parra, Victor Jara, Inti-Illimani, Puebla e altri – coinvolgendo una ventina di artisti tutti sudamericani in quanto il progetto era prodotto per la quasi totalità in Argentina, mi è venuta l’ispirazione di mettere mano a questo brano importante per storicità e contenuto, anche se non mi era stato chiesto dal produttore dell’album.

Quando ho consegnato il master, Roy ha visto che questa canzone non era nella lista iniziale del progetto, ma l’ha ugualmente ascoltata e gli è piaciuta, quindi è rimasta nell’album. Nel tempo “Bella Chao” ha iniziato a girare attraverso il web in modo totalmente anarchico, libero e piratato, collegata a foto diverse, spammata da tutti e spesso erroneamente associata a Manu Chao per assonanza (solo un video di questo tipo ha ottenuto 15 milioni di visualizzazioni). Ad oggi la nostra versione ha totalizzato oltre 40 milioni di visualizzazioni ed è in continua crescita. Nel 2020 ci è sembrato doveroso mettere un punto fermo e realizzare un video (che trovo molto poetico) con la nostra versione “unica” della canzone riconosciuta dalla SIAE, video che in poco più di 2 mesi ha già superato mezzo milione di visualizzazioni. Tre anni fa ho ricevuto personalmente la telefonata di Hector Saavedra, il direttore publishing di Televisa Mexico, che mi confermava il grande interesse per il brano ed in particolare per la nostra versione composta da tanti artisti come Tom Waits, che poi ne ha fatto una versione sua. All’interno dell’album “Singoli” ci sono ben 2 versioni di “Bella Chao” come bonus tracks. Grazie e vi aspetto sui miei Canali YouTube & Instagram. Viva la musica e viva “Singoli”!!!