“Mi rendo conto che la mia generazione ha molta difficoltà nell’approcciare con la persona che ci interessa o per cui proviamo dei sentimenti”

Carnevali ci ha gentilmente concesso un’intervista.
“Sogni Rotti” è il tuo primo brano, di che cosa si tratta?
Si tratta di una serie di idee e pensieri che mi sono venuti spontanei scrivere, in seguito un momento particolare della mia vita. In seguito, gli autori (Fabio Serri, Lorenzo Moccia e Mattia Mitrugno) hanno concretizzato il tutto, tirando fuori il pezzo.
Cosa vuoi trasmettere con questo lavoro?
Sicuramente non sai mai cosa puoi dare, ma quanto puoi dare nel trasmettere qualcosa. Io penso che sia già tanto riuscire a trasmettere qualcosa.
Che tipo di accoglienza ti aspetti?
Devo ancora metabolizzare il tutto, ed essendo la mia prima volta, non so cosa potrà succedere o che riscontro potrà avere la canzone. Sicuramente spero che sia positiva.
Come ti sei avvicinato alla musica?
Mi sono avvicinato alla musica all’età di cinque anni, studiando i grandi classici del pianoforte, da Chopin a Rachmaninoff. Tutto questo avvenne grazie ai miei genitori che mi sostennero fin da quando ero in etá prematura e anche tutt’oggi.








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