Taylor Swift è tornata: un libro per capire il suo universo narrativo

MILANO – Taylor Swift è tornata con un nuovo album, “The Life of a Showgirl”, che ha catalizzato l’attenzione di fan e critica musicale, confermando come i suoi album costruiscano un vero e proprio universo narrativo, una lingua condivisa da milioni di persone. Per capire come fa a trasformare emozioni personali in inni globali, arriva “Taylor’s Version” di Stephanie Burt, un saggio brillante che racconta il suo genio poetico e musicale, canzone dopo canzone. Uscirà il 24 ottobre. Taylor Swift è un’icona globale, un’artista dal successo e dalla produttività impressionanti, ma i record di vendite, i numeri così ben conosciuti della sua fama, lasciano fuori l’aspetto più importante: quanto, semplicemente, contino nella vita delle persone le sue canzoni.

Come Swift ci ha affascinato e conquistato, schiudendoci nuovi modi per intendere non solo la sua esperienza, ma anche la nostra. «Accessibile, cantabile, mutevole, aspirazionale, condivisa, emotivamente disponibile: è così che Taylor Swift ha cambiato il pop». Stephanie Burt, poeta, critica letteraria e professoressa universitaria, in questo libro dedica particolare attenzione al suo talento di cantautrice.

“Taylor’s Version”, nato dal corso dedicato all’artista e tenuto a Harvard, ripercorre tutte le tappe – o meglio, le ere – di una carriera straordinaria e in continua evoluzione. Unisce il rigore della studiosa all’affetto dichiarato, e rivendicato, da vera Swiftie. Burt ci mostra i tanti modi in cui queste canzoni sanno essere allo stesso tempo accessibili e raffinate, memorabili e profonde nel ritrarre con precisione ed empatia persone e personaggi, sentimenti e situazioni, dai primi amori liceali di Fearless all’inquietudine che anima “Midnights” e gli altri album più recenti.

Taylor Swift, conclude Burt, è una creatrice versatile che capisce il suo pubblico, che ci porta con sé nel viaggio, che fa sue le regole della composizione musicale e poi le usa per creare un’arte stratificata, emotivamente coinvolgente, personale e innovativa: un’artista così l’appellativo di genio se lo merita eccome.