“The Vivian Line”, il 17esimo album in studio di Ron Sexsmith

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E’ uscito il 17 febbraio, ‘The Vivian Line’ è il diciassettesimo album di studio per Ron Sexsmith, eclettico cantautore noto per i suoi brani accattivanti dal folk-pop teatrale. Il disco cattura Ron al culmine del suo gioco creativo: le tracce sono infatti il frutto della fertile immaginazione musicale e lirica di Sexsmith scaturita in un breve periodo del 2021, durante la pandemia. “Le canzoni sono nate dal nulla. Non stavo davvero scrivendo dopo l’uscita del precedente ‘Hermitage’, nel 2020. Più invecchio e più penso ‘forse è così’, ma poi mi sono ritrovato con nuove idee e mi sono emozionato” afferma l’artista.

Riflettendo sul nuovo album, Sexsmith continua: “inizialmente pensavo fossero un’estensione di ‘Hermitage’, che parlava molto della felicità domestica e della mia nuova vita qui a Stratford, in Ontario. Dopo averli scritti, li vedo invece un pò più pesanti, c’è più sentimento malinconico in queste canzoni”.

‘The Vivian Line’ prende il nome da un percorso rurale vicino alla casa di Ron, che lui vede come “una sorta di portale tra la mia vecchia vita a Toronto e la mia nuova vita qui”.

A dare un tono al disco, la traccia d’apertura, ‘A Place Called Love’, una melodia lamentosa ma piena di speranza. “Questo riguarda lo stato del mondo e quanto sia difficile per tutti, eppure ha l’idea che al di là di questo ci sia una sorta di pace” dice Ron. Il primo singolo pubblicato, ‘What I Had In Mind’, vanta una tipica melodia di Sexsmith, un’atmosfera allegra potenziata da cori femminili e un tono positivo nei testi. ‘Diamond Wave’ è invece stata scritta più di trent’anni fa, ma non era mai stata registrata, un’altra ode all’ottimismo conquistato con fatica e sostenuto da un nitido assolo di chitarra acustica. ‘When Our Love Was New’ è una ballata dolce, una riflessione su un amore eterno, un ‘pop barocco’ che esprime la visione che l’artista ed il produttore Brad Jones avevano per l’intero album.

Sexsmith ha sempre avuto la capacità di trarre bellezza e saggezza dalle osservazioni del mondo che lo circonda e questo si ritrova in ‘One Bird Calling’, una melodia breve ma sublime, innescata dal grido lugubre di un uccello dopo un temporale estivo.

Altri brani sono invece più giocosi che filosofici, come ‘A Barn Conversation’, definita da Ron come “una piccola canzone sciocca ispirata alla visione di programmi TV di vecchie coppie inglesi che ristrutturano case di campagna di 500 anni fa”. Allo stesso modo, ‘Outdated And Antiquated’ è spensierata, una canzone su cui l’artista afferma “mi sto prendendo per il culo” e che contiene l’ammissione “appartengo al passato, non li fanno più come me”. All’interno dell’arguzia autoironica c’è la verità che il suo stile compositivo è sempre più raro, una specie in via d’estinzione in un’epoca in cui i brani di successo hanno regolarmente nei crediti autori famosi.

“Sono sempre orgoglioso di leggere, nel retro dei miei album, ‘tutte le canzoni scritte da Ronald Eldon Sexsmith’. Ho una regola personale di non co-scrittura per i miei album. Questo mi rende un pò una rarità, come se stessi realizzando tavoli o sedie antichi. Sono un Pioneer Village in questo senso, ma alcune persone apprezzano questo tipo di artigianato..”.

Pur essendo completamente scritto da Ron Sexsmith, ‘The Vivian Line’ deve molto al collaboratore creativo di Ron, Brad Jones, già al lavoro con lui sui suoi primi tre album nel ruolo di bassista. “Allora parlavamo sempre di fare qualcosa insieme, ma ci eravamo persi di vista da più di un decennio. L’ho contattato e quando gli ho inviato i demo che ho registrato a Straford, mi sono emozionato nel parlargli di quello che avevo in mente per il disco ed ascoltare le sue idee. Brad chiamava quella visione ‘pop barocco’, usando archi, legni e strumenti come clavicembali. Quel suono mi ha sempre attratto” afferma Ron.

Una breve finestra tra una chiusura e l’altra, durante la pandemia, ha permesso all’artista di raggiungere Jones nel suo studio, che definisce ‘funky e confortevole’. Tastiere e chitarre sono state suonate da Sexsmith, mentre Jones si è dedicato al basso, flauto dolce, clavicembalo, pianoforte, armonium, armonica ed altro ancora.

“E’ stato quasi spaventoso quanto sia andato tutto liscio. Sono rimasto così colpito da Brad in ogni fase del processo. Era quasi irritante il fatto che avesse sempre ragione su tutto, quindi dopo un pò ho ceduto: “Dimmi solo cosa vuoi che faccia” osserva Ron.

Il risultato è un album dal suono meravigliosamente ricco ed evocativo, in cui la vasta gamma di strumenti e le voci di supporto femminili sono impiegate in modo sottile e giudizioso e Sexsmith è al top della sua performance vocale.

Nel corso di una carriera discografica che dura ormai da 36 anni, Sexsmith ha ricevuto 12 nomination ai Juno Awards, aggiudicandosi tre riconoscimenti. Negli anni, ha scritto brani per star internazionali tra cui Rod Stewart, Michael Buble, Feist, k.d. lang ed altri ancora, oltre a ricevere elogi da parte di Paul McCartney, Elvis Costello, Steve Earle e Chris Martin, oltre ad aver avuto l’occasione di duettare con Leonard Cohen e Ray Davies.

tracklist

Place Called Love – What I Had In Mind – Flower Boxes – Outdated and Antiquated
Diamond Wave – Powder Blue – One Bird Calling – Country Mile –
This, That and the Other Thing – A Barn Conversation –
When Our Love Was New – Ever Wonder