Turismo, il ministro Garavaglia incontra la Cna

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ROMA – Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha incontrato nell’auditorium della sede nazionale i vertici della Cna. Ad aprire i lavori è stato il responsabile nazionale Cna Turismo e Commercio, Cristiano Tomei, che ha ringraziato il ministro per gli interventi a favore del settore già realizzati e ha segnalato gli ulteriori dossier sui quali la Confederazione è pronta a lavorare con il dicastero per far tornare l’Italia una super-potenza turistica.

A seguire il presidente di Cna Turismo e Commercio, Marco Misischia, ha sottolineato come finalmente si sia tornati a parlare “al positivo” nel comparto e si è soffermato su alcune priorità del settore, a partire dalla promozione. È stata quindi la volta del ministro Garavaglia che ha affrontato e approfondito i temi dell’attualità turistica indicando i risultati raggiunti e si è soffermato sugli strumenti per trasformare il rimbalzo attuale, soprattutto in termini di occupazione delle strutture ricettive, in una crescita strutturale e stabile.

In conclusione il presidente nazionale della Cna, Dario Costantini, ha ribadito la volontà della Confederazione di continuare a essere un’associazione seria, che non ha alzato la voce neanche negli anni di crisi e che continua a scegliere la strada del confronto con il ministero e l’intero governo: “Partner affidabile per chi crede nella rappresentanza, partner credibile per chi governa l’Italia”.

Tuttavia, ha puntualizzato Costantini, “le cicatrici nelle nostre imprese rimangono e per farle rimarginare serviranno lunghi anni. Quindi con i nostri imprenditori nessuno può limitarsi alla classica pacca sulla spalla, con la scusa che si rivedono i turisti e tutto sta tornando a posto. Quelle cicatrici infatti non si rimargineranno con qualche week end di tutto esaurito e nemmeno con una stagione turistica positiva. Le nostre donne, i nostri uomini hanno bisogno di risposte adeguate ma non hanno mai mollato, sono animati da una forte passione e sono pronti a metterla a disposizione perché credono nel futuro”.