Ucraina, il Papa all’interlocutore russo: “Lavoriamo per la pace”

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Papa FrancescoCITTA’ DEL VATICANO – Papa Francesco ha ringraziato Leonid Sebastianov, un suo interlocutore russo, in un messaggio personale, affermando: “Noi, cristiani, dobbiamo essere ambasciatori di pace”. Il messaggio privato e autografo, firmato il 5 maggio 2022, è indirizzato a Leonid Sebastianov, a capo dell’Unione dei vecchi credenti, direttore esecutivo della Fondazione San Gregorio legata al dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, nonché marito della soprano russa Svetlana Kasyan. Francesco in passato ha incontrato più volte a Roma la coppia russa, con la figlia. La cantante ha anche dedicato un album all’enciclica del papa “Fratelli tutti”. Ora, sullo sfondo della guerra in Ucraina, uno scambio di messaggi.

“Caro fratello, insieme con Svetlana”, scrive il papa nel messaggio, del quale Askanews ha preso visione. Non è noto in riferimento a quale occasione il pontefice argentino abbia scritto questa breve missiva. “Sono contento con il vostro atteggiamento di pace. Noi, cristiani, dobbiamo essere ambasciatori di pace. Portare avanti la pace, predicare la pace, vivere in pace… questo è il vostro mestiere. Grazie per tutto quello che farete in questo senso. Prego per voi, per vostra figlia e per il figlio che sta per arrivare. Per favore pregate anche per me. Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca. Fraternamente. Francesco”.

Il messaggio è stato inviato dal papa in un frangente nel quale, a causa della guerra in Ucraina, i rapporti con Mosca non sono facili. In una recente intervista al Corriere della sera, il papa ha auspicato che il patriarca Kirill non giustifichi l’intervento armato (“Il patriarca non può trasformarsi nel chierichetto di Putin”), con parole che hanno suscitato le rimostranze dello stesso patriarcato, ed ha inoltre affermato: “A Kiev per ora non vado, sento che non devo andare. Io prima devo andare a Mosca, prima devo incontrare Putin. Ma anche io sono un prete, che cosa posso fare? Faccio quello che posso. Se Putin aprisse la porta…”.

In una recente intervista al giornale francese Les Echos, Sebastianov (o Sevastianov o Sevastyanov, a seconda delle diverse grafie possibili) prendeva le distanze dal patriarca di Mosca Kirill in merito al suo sostegno alla guerra in Ucraina: “La logica vorrebbe che la Pasqua sia un momento di umanità, e non di politica. Ma le dichiarazioni di Kirill indicano il contrario. E denotano eresia”. Ancora: “Non sappiamo perché questa guerra: per quali ragioni? Per quali obiettivi?”.