“Ultima Volta”, Laigs: “Un amore nocivo e necessario al tempo stesso”

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“Ho paura di morire senza averti detto addio un’ultima volta. Questa è stata la mia paura più grande, non poter dire più nulla alla persona che amavo che stava a migliaia di chilometri di distanza da me”

laigs coverDall’8 aprile 2022 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming “Ultima volta” (Greylight Records), il nuovo singolo di Laigs. “Ultima volta” parla di cosa si prova nel vivere in quel costante limbo tra l’essere amanti e l’essere estranei, tra essere tutto e essere niente. Descrive la voglia di sperare che nonostante tutte le cose sbagliate successe possa comunque uscirne qualcosa di buono, ma nella maggior parte dei casi non è così. Il brano parla anche della difficoltà del tacere quando si soffre, pensando a quella persona per la quale si sarebbero fatte cose folli come camminare a piedi nudi sulla superficie del sole e che ora si è allontanata.

Laigs ci ha gentilmente concesso unìintervista.

“Ultima Volta” è il tuo nuovo singolo, di che cosa si tratta?

Allora “Ultima volta” parla di quello che è in realtà un amore nocivo e necessario al tempo stesso. Quella voglia di capire perché si continua a scegliere quella persona nonostante lei ci continui a fare del male o viceversa. Quella paura di poterla perdere da un momento all’altro e sapere che a quel punto non si potrà più tornare indietro, non si potrà più rimediare agli sbagli commessi. In certi momenti ascoltare le altre persone non serve a nulla, siamo tutti convinti di sapere cosa è meglio per gli altri ma molte poche persone sanno cosa è meglio per se stessi e “ultima volta” è stata scritta cercando di tirare fuori quelle cose che a me personalmente aiutano a “pensarti dentro”.

Cosa vuoi trasmettere con questo brano?

Con questo brano vorrei semplicemente far capire che l’amore può far male a tutti, vecchi, giovani e bambini, che non bisogna per forza essere delle persone mature per essere in grado di amare una persona, ma che bisogna essere abbastanza maturi da capire quando arriva il momento di rimettere se stessi al primo posto.

Che tipo di accoglienza ti aspetti?

Non ho grandissime e altissime aspettative, spero prima di tutto di fare una buona impressione alle altre persone e di rendere per lo più orgoglioso me stesso, sono molto egoista per quello che riguarda il mio percorso artistico, spero di dimostrarmi da solo di essere all’altezza.

Come nasce il tuo progetto musicale?

Ho sempre provato ad inserirmi nel mondo della musica e dei suoi derivati, purtroppo per qualche ostacolo trovato le percorso non sono mai riuscito a prendere la strada giusta. Da un paio di mesi mi ritrovo a far parte del gruppo Grey Light che ringrazio di cuore, mi ha contattato e mi sta facendo vedere e capire molte cose riguardo a quel mondo che mi è sempre sembrato quasi fantascientifico e che ora sembra quasi vicino. C’è ancora molta, troppa strada da fare e io sono pronto a farla.