Cultura

Umberto Eco: dieci anni senza, due libri per ricordarlo

FERRARA – Il prossimo 19 febbraio saranno dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco, filosofo, narratore, intellettuale critico, che ha segnato la cultura del nostro tempo, nonché socio fondatore di questa casa editrice. La sua scomparsa avveniva proprio alla vigilia della stampa del primo titolo del catalogo della Nave di Teseo. Un suo libro, che poi, come tanti altri suoi, ha avuto un meritato successo di pubblico e critica: “Pape Satàn Aleppe”. Il modo migliore per ricordarlo dunque è, per questa casa editrice, farlo con la pubblicazione di due volumi: uno non poteva che essere di Eco, mentre l’altro è un racconto personale, e partecipato, di Roberto Cotroneo, narratore, editor e storico amico.

In libreria dal 13 febbraio. “A Eco sarebbe piaciuto essere ricordato così, attraverso i libri”, scrive La Nave di Teseo in una nota. “I suoi, e quelli su di lui, che nel nostro catalogo sono ormai una presenza vasta ed eloquente. La nave di Teseo nel frattempo, come recita il celebre paradosso, è cambiata, ha solcato molti mari, pubblicando più di mille volumi di autori celebri e talenti nuovi. Ma ci piace pensare, e ne siamo convinti, che in fondo sia sempre la stessa delle origini”.

“Dieci anni. Coincidono la scomparsa di Umberto Eco e il primo libro della Nave di Teseo, “Pape Satàn Aleppe”. In questi dieci anni abbiamo ricostruito, come voleva Umberto, l’intero suo catalogo presso la sua casa editrice: oltre quarantacinque libri, tra saggi e romanzi e pamphlet. Non solo ristampe, ma inediti, edizioni arricchite, reinvenzioni (come Il nome della rosa di Milo Manara). Un catalogo inesauribile, che testimonia non solo la vitalità di Umberto Eco ma quanto ancora ha da dirci, e noi da imparare”, dichiara Elisabetta Sgarbi, direttore generale ed editoriale de La nave di Teseo.

“Di Umberto Eco mi viene naturale rievocare, come in un lampo, i trentacinque anni di collaborazione volti soprattutto alla diffusione trionfale della sua opera nel mondo. Obiettivo reso ancora più sapido dalle diffidenze iniziali suscitate dal Nome della rosa presso i suoi editori di saggistica. Trentacinque anni di amicizia e di condivisione di esperienze non solo professionali, accanto a un genio dell’invenzione”, aggiunge Mario Andreose, presidente de La nave di Teseo.

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Redazione L'Opinionista

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