Vaiolo delle scimmie: Crisanti, ‘Vaccinare i gruppi più a rischio’

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ROMA – Ha fatto bene l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a decidere di dichiarare il vaiolo delle scimmie un’emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale? “E’ evidente che la diffusione della malattia, che non accenna al momento a diminuire, è ormai entrata in un circuito comportamentale ben definito. E quindi forse bisognerà indurre determinate persone a vaccinarsi contro il vaiolo”. Auspica una decisione delle autorità sanitarie che consenta l’immunizzazione delle comunità più colpite da monkeypox il virologo Andrea Crisanti, che legge la mossa dell’Oms in questa chiave, come una premessa cioè che guidi i Paesi verso la protezione di chi è più a rischio di contrarre l’infezione.

Il direttore del Dipartimento di medicina molecolare spiega all’Adnkronos Salute che, a suo avviso “il livello d’attenzione su questa patologia” va alzato in questo senso: “Bisognerebbe a questo punto aprire la possibilità della vaccinazione antivaiolo alle persone che appartengono alle categorie a rischio. Principalmente mi riferisco alle comunità più colpite”, quindi al momento, secondo quanto ribadito dall’Oms, i maschi che fanno sesso con maschi (Msm), che stando ai dati sono i più colpiti dall’infezione, che sta avendo come epicentro proprio l’Europa, una delle aree più interessate dalla diffusione del virus.

Sul fronte regolatorio nei giorni scorsi in Ue è arrivato il via libera dell’Agenzia europea del farmaco Ema all’utilizzo del vaccino anti-vaiolo Imvanex anche contro il vaiolo delle scimmie. Il Chmp, Comitato per i medicinali a uso umano dell’ente regolario Ue, ha raccomandato di estendere l’indicazione attuale del prodotto per includere la protezione degli adulti contro il Monkeypox virus. Negli Stati Uniti Imvanex è disponibile con il nome commerciale Jynneos*, già autorizzato dall’Agenzia del farmaco Fda anche per la prevenzione del vaiolo delle scimmie. Spetta poi a ogni Paese, Italia compresa, declinare la strategia vaccinale. Nella circolare ministeriale del 25 maggio si parlava di “vaccinazione post-esposizione” che “può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato”.

In riferimento a questa circolare, l’Istituto superiore di Sanità spiega nel suo sito web, rispondendo alla domanda “Il vaccino contro il vaiolo mi protegge? Mi devo vaccinare?” spiega che: “Nell’attuale contesto epidemiologico non è raccomandata la vaccinazione per la popolazione generale. La vaccinazione post-esposizione (idealmente entro quattro giorni dall’esposizione) può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici”.