Vasco Rossi: “Ecco come nacque ‘Vado al massimo’, volevo lasciare il segno”

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BOLOGNA – “Il 9 dicembre esce il cofanetto da collezione “Vado al massimo” per celebrare il 40esimo dell’album… A proposito della canzone che ha dato il titolo all’album… È nata così: ero giovane, facevamo concerti in tutte le sagre, in tutte le feste dell’unità che c’erano in Emilia Romagna, in qualche locale da ballo. Avevo già fatto 4 album all’epoca e avevo bisogno di uscire dall’Emilia. Non avevo nessuna promozione della casa discografica perché era un’etichetta piccola. Non c’era X Factor, non c’era De Filippi… Non c’era nessuno! All’improvviso arriva la proposta di Ravera, il patron di Sanremo, di venire al Festival per arrivare alla platea nazionale. E così comincio a scrivere “Vado al massimo”, per stupire o scandalizzare. Non mi interessava vincere, mi interessava colpire, farmi notare, lasciare il segno”.

Lo racconta su Facebook Vasco Rossi. “Vado al massimo”, considerato uno vero spartiacque della musica italiana, è il primo disco pubblicato per Carosello Records, che vendette allora oltre 200.000 copie restando in classifica per ben 16 settimane, tanto da valergli la certificazione di disco di platino. Il titolo è ovviamente legato all’omonimo brano “Vado al massimo” che lo ha vide esordire sul palco del Festival di Sanremo su invito di Gianni Ravera che da buon intenditore, aveva capito che Vasco rappresentava il nuovo rispetto a tutta la musica che circolava allora. In un mercato discografico dominato da cantanti melodici leggeri e da cantautori “politicamente impegnati”, e un crescente interesse radiofonico verso la “Disco Music”, il suo rock genuino e provocatorio era qualcosa di raro, quasi unico.