“Vota Estinzione” è il nuovo singolo degli Anticorpi, l’intervista

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“Il nostro pianeta è minacciato da una e una sola terribile creatura: l’uomo, parassita egoista che divora e distrugge. Inutili le vuote promesse degli imperatori della terra, e temiamo che anche la battaglia di Greta non possa prevalere se non eliminiamo il problema alla radice: estinguiamoci”

Venerdì 17 dicembre 2021 è uscito Vota Estinzione (fuori per Sunflower Records), il nuovo singolo degli Anticorpi. Un nuovo capitolo per la band sci-fi technopop formata da Giovanni Di Iacovo e Arnaldo Guido che propone con amore e convinzione l’estinzione volontaria della razza umana: un brano politico e irriverente che prende le parti di un pianeta, il nostro, ormai in fin di vita.

Gli Anticorpi ci hanno gentilmente concesso un’intervista.

“Vota Estinzione” è il vostro nuovo singolo, di che cosa si tratta?

Vota Estinzione racconta di un movimento dedito alla difesa del nostro pianeta chiamato Partito per l’Estinzione Volontaria della Razza Umana. Proponiamo con amore e convinzione l’estinzione volontaria della razza umana perché a nostro avviso questa è l’unica concreta soluzione per salvare davvero la natura e l’ambiente. Il nostro pianeta è minacciato da una e una sola terribile creatura: l’uomo, parassita egoista che divora e distrugge. Unico responsabile dei cambiamenti climatici e di ogni danno alla natura. Inutili le vuote promesse degli imperatori della terra, e temiamo che anche le più sacrosante battaglie per l’ambiente non possano davvero prevalere se non eliminiamo il problema alla radice: estinguiamoci.

Cosa volete trasmettere con questo brano?

Che l’uomo percepisca la responsabilità di essere l’unica vera “causa” dei disastri ambientali che stanno accadendo, e che provi a modificare i propri comportamenti.

Che tipo di accoglienza vi aspettate?

Scossi dalla profondità dei nostri messaggi, ci aspettiamo che la Corea del Nord si trasformi in Woodstock, che Putin faccia coming out nudo sul carro del Pride di Mosca e che Biden nomini Iggy Pop ministro della salute.

Com’è nata la vostra band?

Abbiamo lavorato a lungo in laboratorio prima di uscire allo scoperto con questo progetto. Volevamo sintetizzare farmaci musicali che fossero cure ai mali sia globali che dell’intimo quotidano, degli anticorpi alla banalità e alla stupidità che infettano il pensiero. I nostri due principi attivi sono, sia l’energia e ballabilità della musica elettronica intelligente (ovvero non quella che ascolti in sottofondo mentre fai la spesa o pompi i glutei in palestra) che i testi in cui iniettiamo i nostri immaginari politicamente scorretti, dal pop al punk, dal nerd all’eros. Vogliamo far muovere sia i corpi che le idee. Anticorpi è un’esperienza che può risultare peccaminosa. Prima di assumerlo, parlane con il tuo sacerdote di fiducia.