Musica

Wrabel torna con “Up Above”: il nuovo album arriva il 13 febbraio

“Up Above” è il terzo album di Wrabel: un viaggio emotivo tra surrealismo, vulnerabilità e nuova maturità creativa. In uscita il 13 febbraio

Con oltre 4 miliardi di streaming e una carriera che lo ha consacrato tra i cantautori più intensi ed emotivamente coinvolgenti del pop moderno, Wrabel torna con Up Above, il suo terzo album in uscita il 13 febbraio per Nettwerk Music Group. Un progetto che rappresenta una svolta creativa, un lavoro che abbraccia contraddizione, surrealismo e una nuova forma di accettazione radicale.

L’artista ha costruito questo disco partendo da un’ispirazione inaspettata: Nuclear War: A Scenario della giornalista investigativa Annie Jacobsen. Da quelle pagine, Wrabel ha tratto immagini ultraterrene – come le ombre lasciate da un’esplosione nucleare – trasformandole in metafore sulla fragilità della vita e sui paesaggi emotivi che la attraversano. “Se guardi solo un’immagine, ti accorgi che c’è qualcosa lì. C’è bellezza in questa natura ultraterrena?”, racconta.

Il risultato è un album meditativo, cinematografico, capace di esplorare temi come la resa emotiva di surrender, la contemplazione celestiale di best thing e la surrealtà che permea la title-track, una delle composizioni più ambiziose della sua carriera. “Non sono in uno spazio oscuro, ma sono affascinato dal buio. Mi piace guardarlo dalla luce”, confessa l’artista.

Dopo il successo globale di Ten Feet Tall – diventata colonna sonora di uno spot del Super Bowl – e dopo aver scritto per star come Kesha, P!nk ed Ellie Goulding, Wrabel ha raggiunto una nuova notorietà con The Village, brano diventato un inno per i diritti transgender. Un pezzo che continua a generare messaggi e testimonianze da tutto il mondo: “Non c’è stato un solo giorno senza che qualcuno mi scrivesse per raccontarmi cosa ha significato per lui”.

Se il precedente Based On A True Story era un racconto intimo e autobiografico, Up Above amplia lo sguardo: costruisce mondi, texture, immagini. Un disco nato nella solitudine del suo salotto e poi plasmato insieme al fidato co-produttore Austin Ward e al visionario Damien Taylor (Bjork, Arcade Fire). Un processo creativo intenso, quasi catartico: “Mi ha scosso fino al midollo. Ho pianto, ho passato notti insonni. Ma mi ha costretto a capire l’identità di ogni traccia”.

Tra le canzoni più significative c’è greener, inizialmente pensata come fulcro di un album d’amore. Dopo la lettura del libro di Jacobsen, però, la prospettiva è cambiata: “La domanda se l’erba del vicino sia più verde non ha importanza. Quando cadono le bombe, non c’è più erba per nessuno”. Un’immagine potente che si intreccia anche nel singolo future, un invito a guardare avanti e verso l’alto.

Con Up Above, Wrabel firma il suo lavoro più maturo: un disco che abbraccia la vulnerabilità, la meraviglia e la complessità dell’esistenza, trasformando il caos in poesia.

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Pubblicato da
Redazione L'Opinionista
Argomenti: album

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