Zampaglione ricorda Proietti: “Era un amico che conoscevo da una vita”

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Federico ZampaglioneROMA – “Il 2 novembre di un anno fa mi alzai dal letto e appresi la notizia della morte di Gigi Proietti. Restai annichilito dal dolore… oltre alla perdita di un gigante dell’ arte e della cultura, era per me un amico che conoscevo da una vita e mi ricordo che piansi a lungo seduto in cucina. Nel pomeriggio mi aspettava il primo giorno di riprese di Morrison ed eravamo in piena seconda ondata Covid. Mi feci coraggio e andai sul set. Vidi un mare di camion tipici del cinema e tantissime persone operose che si stavano dando da fare per cominciare il film. Guardai dubbioso la scena e pensai tra me e me: “È una follia, quanto potremo andare avanti prima di chiudere tutto perché qualcuno si ammalerà?”. Poi però si fece spazio l’idea che tutte quelle persone stavano lavorando. Lavorare in un momento in cui era tutto fermo… un pensiero che dava coraggio e motivazione e cambiai prospettiva in un istante”.

Lo scrive Federico Zampaglione nel giorno del primo anniversario della morte di Gigi Proietti. “Pochi minuti dopo – aggiunge – battevo il primo Ciak, dedicandolo insieme a tutta la troupe alla memoria dell’immenso Gigi. Da quel momento in poi per ben cinque settimane si andò avanti tra tamponi, mascherine, Covid manager, copri fuoco e tanto entusiasmo, finchè miracolosamente arrivammo alla fine del film che proprio in questi giorni è stato visto da tantissimi di voi. A volte la vita ti mette di fronte a ostacoli per vedere fino a che punto riesci a saltare in alto… ed è lì che non devi avere paura, ma prendere un grande respiro e guardare verso il cielo”.