10 anni senza Lucio Dalla, Morandi: “Era il mio amico più grande”

64

BOLOGNA – “Sono passati dieci anni da quando il mio amico più grande se n’è andato…”. Così oggi su Facebook Gianni Morandi nel decennale della morte di Lucio Dalla, che se ne andò il 1° marzo 2012. Stamane Morandi è intervenuto anche su Rtl 102.5 per ricordare il grande cantautore bolognese. Nessuno, ad esempio, dimentica quell’ultimo Festival di Sanremo di cui Morandi era conduttore e direttore artistico. E’ il 2012, Lucio Dalla dirige l’orchestra, canta insieme a Pierdavide Carone. Un ruolo inedito. Era stato difficile convincerlo a partecipare? “Non voleva andare a Sanremo, non ne aveva voglia. Io gli chiesi di venire, anche con Carone. Lui si inventò il fatto di diventare un direttore d’orchestra che cantava, infatti fu una partecipazione piuttosto speciale”, ha raccontato Morandi.

“Quella fu l’ultima volta in cui comparve in televisione e fece questo gesto molto generoso nei confronti di Carone ma anche nei miei”. Pochi giorni dopo, arrivò la notizia della morte di Dalla. “Mi ricordo che dieci anni fa, proprio come oggi, lui era partito per il tour europeo e mi chiamò alle 10:28 della mattina un amico comune e mi comunicò la notizia”, ha svelato Morandi riavvolgendo il nastro dei ricordi. “Siamo rimasti senza fiato tutti e due. Lo avevo visto tre giorni prima, eravamo andati allo stadio a vedere Bologna-Udinese”.

Tra le tante dicerie che esistono su ogni personaggio, su Lucio ce ne sono molte tra cui quella che dice che lui raccontava molte bugie. “Lui si inventava una fantasia tutta sua. In una giornata banale si inventava una cosa, oppure dava un appuntamento, non veniva e poi diceva che era arrivata sua zia dall’America, ma non aveva la zia in America”, svela Morandi. “A lui piaceva giocare, voleva essere amico di tutti e voleva essere gentile con tutti. Io gli chiesi perché mi raccontava le palle, lui mi diceva che si divertiva e che era fatto così”.

E infine: “Lucio aveva scritto anche canzoni contro la guerra”, dice il cantante. “Lui ha fatto anche una versione di ‘C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones’, molto bella e intensa. A lui piaceva la pace”.