Stefano Napolitano: un pop spirituale, futuristico, sovversivo

stefano napolitano

Di spiritualità dobbiamo per forza parlare visto che nel centro della narrazione si richiamano i personaggi cardine della tradizione cristiana… e dunque Cristo, la Maddalena… rivedendoli in questi tempi moderni di frette e caos digitali. Di pop dobbiamo per forza parlare e qui Stefano Napolitano è maestro a sovvertirne le attese e le tradizionali abitudini. E quindi, un aggettivo come sovversivo si rende utile per fotografare un suono che al futuro si appoggia senza troppi sfarzi eccentrici e agli strumenti digitali chiede aiuto e mani ferma di nuovo artigianato computerizzato. Come nel video ufficiale…

Sicuro che il mondo abbia bisogno di una “nuova luce”? Oppure abbia bisogno di una “nuova consapevolezza”?
Prima di tutto di una nuova luce, quasi a invocare un miracolo visto che non ho molte aspettative sul genere umano che possa farcela da solo e poi nuova e maggiore consapevolezza.

Quanta allegoria nel suono, nelle liriche e nelle immagini. Per te cos’è l’allegoria?
Il disco è molto allegorico perché rappresenta un concetto; un’immagine, una personificazione. L’arte è il mezzo più potente per esprimere allegorie poiché si può essere astratti, spirituali e sperimentatori. L’artista dovrebbe essere lodato o perdonato ma mai condannato..

E le liriche di queste canzoni? Scelte per un linguaggio popolare, per il suono delle parole, per agguantare una sospensione che comunque non prescinde dal messaggio…? Che lavoro hai fatto?
Le musiche sono nate quasi tutte di notte in modo molto spontaneo. Sono abituato a fare quello che mi piace e non quello che piace agli altri, infatti non scrivo su richiesta o su commissione ma scrivo ciò che voglio. La parte più difficile mi è toccata nella stesura dei testi piuttosto. Lì ho dovuto lavorare con maggior concentrazione. Certo, ho cercato di rivolgermi alla gente con un linguaggio popolare per essere comprensibile a tutti cercando di lanciare un unico messaggio. E le parole dovevano sposare le melodie. La mia musica deve essere aderente alle liriche e viceversa. Parole e musica un corpo solo, un’anima sola.

una nuova luce sul mondo

Non pensi che in uno scenario di superficialità estetiche, un disco come questo risulti “pesante”, difficile da digerire… contro ogni tipo di attenzione?
Il disco è sicuramente pesante per quel pubblico disinformato e poco attento all’arte in generale, la cosiddetta massa. Ma chi l’ha sentito mi ha fatto i compimenti. Il problema sono le radio che passano quello che vogliono secondo un palinsesto politico. La mia musica risveglia anime e coscienze. Guai a voi se mi seguirete. Sono convinto che anche coloro abituati ad ascoltare la musica odierna, davanti al mio disco non rimarrebbero insensibili. Sarei pronto ad accettare la sfida.

Il futuro secondo te sarà delle macchine o delle antiche radici?
Penso delle macchine ma il problema sarà come usare queste macchine e come si ragionerà intorno ad esse. Sarebbe bello poter pensare a un ritorno delle antiche radici. Beh, se il mio fosse il disco della rivelazione e Gesù ritornasse per davvero sulla terra forse questo potrebbe accadere. Ma solo in quel caso però.