La globesità coinvolge oltre un miliardo di adulti. Tra piramide alimentare invertita e dieta mediterranea, il dibattito scientifico si accende
ROMA – La cosiddetta “globesità” è ormai riconosciuta come una vera emergenza sanitaria globale. Oltre un miliardo di adulti e milioni di bambini e adolescenti convivono con l’obesità, una condizione destinata a crescere nei prossimi anni. L’Italia è il primo Paese al mondo ad averla riconosciuta come malattia cronica, progressiva e recidivante, inserendola nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità si tratta di una vera epidemia che richiede interventi urgenti e coordinati.
LO SCENARIO: la piramide alimentare si capovolge
Negli ultimi anni si è diffusa negli Stati Uniti una nuova tendenza nutrizionale: la “piramide alimentare invertita”, che ribalta il modello tradizionale privilegiando proteine e grassi a scapito di carboidrati complessi e fibre. Una scelta che nasce dal tentativo di rispondere agli eccessi metabolici di una popolazione sempre più sedentaria, ma che rischia di trasformarsi in una semplificazione pericolosa.
Demonizzare intere categorie alimentari, come i cereali, sostituendole con proteine animali o prodotti ultra-processati, può infatti generare nuovi squilibri. Il dibattito, acceso negli Stati Uniti, sta rapidamente coinvolgendo anche la comunità scientifica internazionale.
Una piramide su misura: l’approccio personalizzato
“Nessuna piramide alimentare è valida per tutti, né quella tradizionale né quella capovolta”, afferma la Dott.ssa Paola Fiori, Direttrice Sanitaria di Frontis ed esperta in Nutrizione. “La dieta mediterranea resta un riferimento importante, ma non va generalizzata. La nuova piramide americana evidenzia un eccesso opposto, demonizzando carboidrati e cereali per spingere verso un consumo crescente di proteine. La verità sta nel mezzo: ciò che conta è il bilanciamento dei macronutrienti, da cui dipende anche l’assimilazione dei micronutrienti, fondamentali per il metabolismo cellulare”.
La Dott.ssa Fiori sottolinea l’importanza di un modello alimentare individuale, costruito sulla base di genetica, età e stile di vita, senza dimenticare il ruolo centrale del movimento e dell’attività fisica.
Obiettivo benessere: nutrizione, medicina integrata e cultura alimentare
Questi temi saranno al centro di “Obiettivo Benessere”, il convegno promosso da Istituto Frontis, da oltre vent’anni punto di riferimento per un approccio integrato alla salute. L’edizione 2026 si terrà il 7 marzo presso la Università Pontificia Salesiana di Roma, con un programma dedicato a nutrizione, medicina integrata e bellezza come espressione del benessere interiore.
Cuore dell’evento sarà NutriGusto, la manifestazione che riunisce aziende selezionate dell’agroalimentare italiano. I prodotti saranno valutati anche per il loro valore nutrizionale e la giornata culminerà con la consegna del Premio NutriGusto 2026, dedicato alla qualità, alla genuinità e alla promozione di scelte alimentari consapevoli.







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