
CNA comprende la necessità di mantenere sotto controllo l’inflazione, ma sottolinea che la nuova stretta monetaria interviene su rincari alimentati soprattutto dall’energia e dalle tensioni internazionali. Un aumento dei tassi non riduce il prezzo del petrolio e del gas, mentre accresce immediatamente il costo del credito per imprese e famiglie.
A subire le conseguenze più pesanti sarà ancora una volta la platea delle piccole imprese, che già pagano finanziamenti sensibilmente più cari rispetto alle aziende di maggiori dimensioni. Il rischio è di scoraggiare proprio gli investimenti necessari per innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica.
CNA sottolinea che occorre assicurare che il rialzo dei tassi non provochi una nuova restrizione del credito e che difendere la stabilità dei prezzi è essenziale, ma lo è altrettanto evitare che il suo costo venga scaricato sulle imprese più piccole.











