Alessandro Martire, l’ultima release digitale: “A turn of the page”, remixata da John Talabot

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alessandro martire

“Al primo ascolto è stato strano riascoltare i miei brani in queste nuove vesti. Subito dopo però è prevalso l’apprezzamento per questi remix che alla fine penso rivelino una natura sommersa intrinseca a queste melodie, della quale io stesso non ero del tutto consapevole”

Dopo Mathame, il cui remix di “Breath” è stato segnalato da Pete Tong di BBC Radio 1 tra le migliori novità, Havoc&Lawn e BLR, è il dj e producer catalano John Talabot a firmare l’ultimo dei remix del pianista e compositore Alessandro Martire: “A turn of the page”, disponibile in digitale dal 7 maggio.

Alessandro Martire ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“A turn of the page” è il tuo quarto e ultimo remix, di che cosa si tratta?

Al primo ascolto è stato strano riascoltare i miei brani in queste nuove vesti. Subito dopo però è prevalso l’apprezzamento per questi remix che alla fine penso rivelino una natura sommersa intrinseca a queste melodie, della quale io stesso non ero del tutto consapevole. Ho scoperto con piacere che il mio genere di musica, oltre a essere particolarmente adatto a utilizzi cinematografici, ben si sposa con il mondo dell’elettronica e della musica dance. Collaborare con dj fama internazionale poi è stato molto gratificante. Era un tipo di collaborazione che desideravo da tempo. Sia da parte mia sia da parte del pubblico credo ci sia stata tanta curiosità in questo esperimento.

Con questo lavoro che effetto vuoi creare in chi ti ascolta?

Creare un immagine, raccontare una storia. Facendo un genere strumentale, la bellezza d’incontrare diverse culture nel mondo, mi porta a raccontare molte esperienze di vita in musica, che poi ciascun ascoltatore può fare sua.

Come nasce il tuo progetto musicale?

Nasce suonando e nutrendo una grande passione per il pianoforte che poi si è’ sviluppata in composizione. Scrivere musica e’ un qualcosa di unico e meraviglioso. Raccontare le bellezze del mondo, le nostre vite e tutto quello che ci circonda attraverso la musica, penso sia davvero speciale.