Audrey Keenan, quando l’Espressionismo Astratto diventa manifestazione di una profonda spiritualità (IE)

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Il percorso attraverso il quale ogni artista sperimenta e raggiunge la forma creativa più affine alle proprie inclinazioni, alle proprie corde interiori, molto spesso è lungo e arriva dopo fasi e momenti di meditazione profonda, di cambiamenti, di eventi che sembrano condurre verso la direzione giusta. Raggiunta la consapevolezza stilistica, l’atto del dipingere si trasforma in impulso irrefrenabile, istintivo al punto di rendere l’artista stesso puro esecutore della sua voce interiore. È questo il caso della protagonista di oggi che dipinge in continua connessione con la sua più intima spiritualità.

Audrey Keenan, scozzese di Edimburgo, scopre improvvisamente la sua indole artistica, sebbene sia stata introdotta alla pittura dal padre, a sua volta artista; a seguito di una circostanza dolorosa della sua vita cercava, senza saperlo, il modo per superare quell’ostacolo emotivo da cui era complicato uscire. Poi l’istinto creativo si è fatto strada in lei, probabilmente proveniente da un’interiorità forte e intensa che non riusciva più a essere trattenuta, quella necessità di liberare le emozioni che non potevano non condurla alla scelta dell’Espressionismo Astratto, come stile pittorico, proprio per la tipica caratteristica della libertà espressiva che mette in primo piano il puro sentire, a volte istintivo, altre irruento, altre meditativo e altre ancora più spirituale. Il movimento fondato da Jackson Pollock, a cui hanno aderito grandissimi artisti che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia dell’arte del Novecento – da Mark Rothko con il suo Color Field ai segni essenziali e basici di Adolph Gottlieb, dai quasi monocromi geometrici di Ad Reinhardt all’Action Painting di Pollock e della moglie Lee Krasner – , è nato sulla base della libertà di tecniche e di stili ma con denominatore comune l’irrazionalità delle sensazioni più istintive, quelle interiori, che hanno bisogno di rifiutare ogni schema tradizionale, ogni razionalità, per dare alle tele quell’impatto emotivo capace di avvolgere l’osservatore. Per Audrey Keenan la libertà espressiva è necessaria per seguire il filo delle sue emozioni che la legano a una profonda spiritualità, raggiunta e scoperta proprio a seguito dell’episodio che ha dovuto superare, l’ostacolo che è stato necessario oltrepassare per scoprire un nuovo equilibrio personale attraverso il quale le è stato possibile approdare all’arte come mezzo per connettersi a un sentire che non era capace di fuoriuscire in alcun altro modo.

Il linguaggio artistico in lei è divenuto percorso di approfondimento, di conoscenza, di scoperta e di legame con le energie sottili che avvolgono l’essere umano senza che egli stesso ne sia consapevole, ecco perché nelle sue opere l’astrazione tende sempre a suggerire, sottovoce, la presenza della figurazione, di quella presenza energetica che resta silenziosa nel sottobosco delle nostre esistenze eppure fortemente viva e avvolgente in un quotidiano in cui troppo spesso ci si dimentica di ascoltarla.

Le tonalità scelte dalla Keenan variano in base allo stato d’animo che sceglier di liberare di tela in tela, in modo però del tutto inconscio, senza avere idea dell’inizio né tanto meno della fine dell’impulso creativo, e tuttavia in grado di rappresentare perfettamente le sensazioni di inquietudine, di gioia, di allegria, di tumulto interiore e di calma riflessione solo attraverso l’uso dei colori, a volte brillanti e vivaci, altre terrosi ed evanescenti, altre intensi e pieni.

E oltre l’irradiarsi delle sfumature, più o meno visibili in base all’opera, le immagini di quelle energie, di quelle presenze che sembrano essere lì per suggerire all’essere umano che in fondo non è solo, che è in virtù di un legame profondo con la propria interiorità e un attento ascolto a ciò che lo circonda che può essere in grado di entrare in contatto con tutto ciò che normalmente resta aleggiante sotto forma di concetto impalpabile e teorico. Audrey Keenan, grazie alla sua apertura verso quelle sottili energie a cui è particolarmente sensibile, lei che è anche maestra di Reiki e dunque conosce bene l’importanza del raggiungimento dell’equilibrio interiore nel momento del qui e ora che permette di assaporare il presente e di trarre il massimo da ogni cosa che accade, non riesce a non raccontare la sua profonda spiritualità, il suo legame con i moti interiori che si accompagnano, come in una danza, a quelli della realtà oggettiva, di un esterno che è proiezione di ciò che è nascosto nelle pieghe dell’intimo interno.

Questo è il messaggio che fuoriesce dalle sue opere, quella spiritualità che può essere tradotta anche con le parole consapevolezza e armonia, che deve essere ascoltata con maggiore attenzione perché può condurci verso il percorso migliore, che è in grado di infonderci quell’energia necessaria a compiere, consapevolmente, le scelte giuste, a prendere le decisioni più adeguate al cammino che dobbiamo intraprendere. La profonda sensibilità di Audrey Keenan avvolge e travolge l’osservatore introducendolo nel mondo del possibile, suggerendo che a volte ciò che non si vede esiste comunque e che è sufficiente porsi in posizione di apertura per poterne cogliere i messaggi e l’essenza.

Nel 2019 ha vinto il Premio Internazionale d’Arte Michelangelo, il Premio Giotto e, nello stesso anno, è stata inserita nella pubblicazione I migliori artisti moderni e contemporanei. Ha esposto le sue opere in Corea del Sud, in Svezia, in Irlanda e in Inghilterra, nello specifico a Londra.

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