“Aura”, alla scoperta dell’album dell’artista giapponese Hatis Noit

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hatis noit aura
Hatis Noit – press photo by Özge Cöne

Il suo disco sarà disponibile dal 24 giugno mentre il 1° giugno 2022 sarà in concerto a Torino, MAO, Museo d’Arte Orientale

Originaria di Shiretoko, Giappone, e residente a Londra, Hatis Noit si è già fatta notare dai più importanti media musicali – tra cui The Guardian che la segnala come ‘One To Watch’ – e si è esibita in importanti performance che combinano la musica con la fotografia e l’arte. Tra queste, i suoi live impressionanti ed emozionanti in prestigiosi festival europei, compreso il concerto sold-out a Londra con la London Contemporary Orchestra, la speciale esibizione alla Milano Fashion Week e a Transmission Festival a Roma. Hatis Noit è stata inoltre invitata da David Lynch per una performance al Manchester International Festival nel 2019. Negli anni, l’artista giapponese ha collaborato con artisti del calibro di Kevin Richard aka The Bug, Masayoshi Fujita, Lubomyr Melnyk e NYX Electronic Drone Choir.

Dopo un solo ep, ‘Illogical Dance’, pubblicato nel 2018 da Erased Tapes, Hatis Noit annuncia il suo ritorno con ‘Aura‘, il disco in arrivo il 24 giugno sempre con Erased. Registrato a Berlino in sole otto ore, prima che pandemia costringesse l’artista ed il produttore Robert Raths a tornare a Londra, il disco è stato poi mixato da Marta Salogni. Tra un lockdown e l’altro, Hatis Noit e Robert hanno deciso di riprendere in mano le registrazioni e di amplificarle nuovamente in una chiesa, per dare un effetto live al tutto. “It was almost like a miracle when Robert came up with the idea. That was the moment that changed everything for the album as the physical space with its organiz ambience brought everything to life” afferma l’artista.

Il titolo dell’album, ‘Aura’, prende ispirazione dal filosofo tedesco Walter Benjamin, che ha usato questo termine per descrivere l’essenza fondamentale dell’arte, più forte della sua forma originale, una condivisione in senso ampio. Hatis si è ritrovata in questa affermazione. Durante il lockdown si è trovata ad interagire con la tecnologia, per necessità, rendendosi conto di quanto in realtà le esibizioni dal vivo siano fondamentali: stare con le persone, condividere lo stesso spazio, sentire l’atmosfera e l’energia del momento sono per lei fonte di ispirazione.

La gravità della pandemia ha fatto sì che Noit si guardasse dentro e riflettesse. Ciò ha portato il disco ad essere un rimedio per quello che stava accadendo nel mondo e a ricordare le gioie della vita. “We cannot live forever, do everything or be everywhere. But that makes our lives unique and invaluable. I wanted to be focused on our limitations and show how precious life is” prosegue l’artista.

Il brano di apertura, nonché title-track del disco, rievoca un ricordo inquietante di esseri persa in una foresta nella sua città natale, Shiretoko, Hokkaido, per poi scoprire che diventare parte della natura, invece di essere solo un individuo, è in realtà sinonimo di stupore e pace e questa sensazione è diventata il luogo da cui parte per comporre nuova musica.

Il nome stesso, Hatis Noit, è tratto dal folklore giapponese e significa ‘stelo del fiore di loto’. Il loto rappresenta il mondo vivente, mentre la sua radice il mondo degli spiriti, quindi Hatis Noit è ciò che li collega. Per lei la musica rappresenta lo stesso mondo sotterraneo con la sua capacità di commuoverci e trasportarci dall’altra parte; il passato, un ricordo, il nostro subconscio.

La gamma vocale di Noit è, da autodidatta, ispirata dal Gagaku e stili operistici, fino a spaziare al canto bulgaro e gregoriano, l’avanguardia ed il pop. Fin da piccola è consapevole del potere viscerale della voce umana, uno strumento primordiale ed istintivo che ci collega all’essenza stessa dell’umanità, della natura, del nostro universo. Il suo percorso musicale inizia a sedici anni, durante un viaggio verso il luogo di nascita di Buddha in Nepal. Una mattina, mentre si trovava in un tempio femminile, si imbatté in una monaca che recitava canti buddisti, i cui suoni ultraterreni la commuovevano così intensamente. Da quel momento capì che cantare era la sua vocazione.

Brani come ‘Jomon’ mostrano come Hatis Noit sia in grado di canalizzare l’energia feroce e dinamica del potere della cultura preistorica durante il periodo Jomon in Giappone. Sorprendentemente, tutte le tracce di ‘Aura’ sono state create usando la sua voce, ad eccezione di ‘Inori’, per la quale l’artista ha registrato l’oceano a solo un chilometro dalla centrale nucleare di Fukushima, dove Noit era stata invitata per una cerimonia commemorativa che ha segnato il ritorno della popolazione locale nelle proprie case dopo lo tsunami del 2011.

La pubblicazione di ‘Aura’, in arrivo il 24 giugno, vede Hatis Noit tornare sui palchi per una serie di primi concerti e festival, tra cui The Great Escape, WOMAD, Haldern Pop ed altri ancora.

Tracklist

Aura – Thor – Himbrimi – A Caso – Jomon – Angelus Novus – Inori – Sir Etok