“Brucia la stanza” è il nuovo singolo di Limoni: “Una canzone che sa di ghiaccio, di mare e tempo sprecato”

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“Scritta in una spiaggia libera sotto il cielo di un pomeriggio d’estate, il brano ripercorre le sensazioni di una di quelle storie così intense ma allo stesso tempo così travagliate da consumarsi come il fuoco in un pagliaio”

Fuori per Visory Indie da venerdì 21 maggio un nuovo singolo di Limoni dal titolo Brucia la stanza. Il cantautore ferrarese milita nella scena indie dal 2017 e con questo pezzo ci regala un affresco nitido e tagliente di che cosa si possa provare quando amore e odio si miscelano in un’unica tinta. La produzione, realizzata da Sugar Teddy miscelando il pianoforte suonato da Limoni con chitarre e sintetizzatori, crea un ambiente evocativo e nostalgico che si apre definitivamente in un ritornello da cantare a squarciagola.

Limoni ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Brucia la stanza” è il tuo nuovo singolo, di che cosa si tratta?

Si tratta di una canzone che sa di ghiaccio, di mare e tempo sprecato. L’ho scritta in spiaggia libera in un pomeriggio d’estate e il brano ripercorre le sensazioni di una di quelle storie così intense ma allo stesso tempo così travagliate da consumarsi come il fuoco in un pagliaio. Sapersi amare male è un qualcosa che si può capire solo testandolo sulla propria pelle.

Cosa vuoi trasmettere con questo brano?

Semplicemente un insieme di sensazioni da cui sono stato travolto in un momento molto particolare. Amore e odio a volte si mescolano in un cocktail fatale e si finisce per farsi del male. È questo il mix di emozioni che ho cercato di esternare quando ho scritto “Brucia la stanza”. Il bello di ogni canzone resta comunque il fatto che ogni ascoltatore possa attribuire un significato differente e strettamente personale, per cui spero che un piccolo pezzo di me possa arrivare in qualche modo a persone con storie ed esperienza molto diverse.

Che tipo di accoglienza ti aspetti?

Non è un fattore prevedibile, è sempre il pubblico a giudicare la riuscita di un prodotto artistico. Quello che mi sento di dire è che sono molto soddisfatto del lavoro degli ultimi mesi. Ho affrontato questo progetto cercando di scavare a fondo dentro di me, ripescare sentimenti, pensieri, paranoie senza censurare nessun genere di stato d’animo. Spero che “Brucia la stanza” riesca a toccare qualche tasto nel petto di chi la ascolterà, che qualche ricordo sbiadito possa tornare a galla anche se solo per qualche minuto, che qualche emozione più o meno nitida possa essere vissuta nuovamente.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Nutro da sempre una fortissima passione per la musica. A cinque anni mi fu regalata una batteria che mi veniva spesso requisita perché facevo impazzire il vicinato. A undici anni ho iniziato a suonare il pianoforte e l’anno successivo ho intrapreso il percorso di studi in conservatorio. Parallelamente ho sempre militato in band dei generi più disparati fino a quando Alice, un’amica molto speciale, mi ha avvicinato al mondo della musica indie. Inizialmente non la sopportavo, quando eravamo in macchina insieme le urlavo di cambiare musica. Alla fine la sua perseveranza ha pagato e a poco a poco ho iniziato a muovermi in quella direzione dal punto di vista artistico: così è nato Limoni!