
La differenza pesa direttamente sui bilanci di famiglie e imprese. Su un pieno da 50 litri l’aggravio è di circa 9,25 euro per la benzina e di 11,05 euro per il gasolio. Su mille litri, quantità facilmente raggiungibile nell’attività di molte piccole imprese, il maggior costo arriva a 185 euro per la benzina e 221 euro per il gasolio. Per Cna il dato conferma una criticità ormai evidente: la formazione del prezzo finale dei carburanti continua a scaricare con forza su consumatori e imprese le tensioni dei mercati energetici, mentre gli aggiustamenti al ribasso risultano spesso più lenti e parziali.
Il gasolio merita un’attenzione particolare perché non riguarda soltanto la mobilità privata. È il carburante che sostiene trasporto merci, artigianato di servizio, edilizia, agroalimentare, manutenzioni, installazioni e una parte rilevante della logistica delle piccole imprese. Ogni aumento si trasferisce quindi lungo le filiere e rischia di alimentare nuovi costi in una fase già segnata da margini ridotti. Cna ritiene necessario rafforzare il monitoraggio sull’intera formazione del prezzo dei carburanti, dalla quotazione internazionale al prezzo industriale, fino alla distribuzione finale. Trasparenza e tempestività sono indispensabili per evitare che il costo dell’energia continui a comprimere competitività delle imprese e potere d’acquisto delle famiglie.











