“Come”, il nuovo ep dei Rebel Bit: un cambiamento in senso ampio

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“Il primo racconto musicale con il quale si apre il disco, parte dall’esigenza di approfondire il mondo del nuovo cantautorato femminile italiano, ricercando il giusto connubio tra originalità e intensa musicalità”

Disponibile dal 5 novembre “Come”, il nuovo ep dei Rebel Bit, il gruppo vocale con una partecipazione a Italia’s Got Talent, 5 nomination ai Contemporary A Cappella Recording Awards di Boston e 5 A Cappella Video Awards (Los Angeles). L’ep è accompagnato dal singolo “Toccaterra” nel quale il gruppo omaggia, in una particolare rivisitazione tra sperimentazione elettronica e musica vocale, il brano di Emma Nolde.

I Rebel Bit ci hanno gentilmente concesso un’intervista.

“Come” è il vostro nuovo ep, di che cosa si tratta?

“Come” parla di cambiamento in senso ampio e, soprattutto, di quello che è stato il nostro cambiamento artistico ed umano in questi anni. Un percorso sonoro che ha salde radici nella nostra formazione musicale, decisamente classica, e che si evolve tramite arrangiamenti originali (Lorenzo Subrizi) ed elaborazioni elettroniche inedite (Andrea Trona) combinati da una produzione (Erik Bosio) dal sound volutamente moderno/contemporaneo. 4 cover (“Toccaterra”,“Trusty andTrue”,“Vince chi molla”,“Walk on water”) e 2 inediti (“Not a fairytale” e “Scatto lento”) che raccontano la nostra crescita artistica anche attraverso alcuni degli autori che l’hanno segnata (Niccolò Fabi e Damien Rice su tutti).

Cosa volete trasmettere con questo lavoro?

Raccontando vari aspetti del cambiamento, da quelli umani a quelli sociali, vorremmo semplicemente portare, a modo nostro, le esperienze vissute in fasi della vita anche complicate. Alcune di queste canzoni, soprattutto le cover, ci hanno aiutato a comprendere alcuni aspetti del nostro percorso; la volontà di riproporle in una versione molto emozionale speriamo possa lasciare un piccolo seme in chi le ascolterà.

Che tipo di accoglienza vi aspettate?

In realtà abbiamo imparato a non farci grandi aspettative, lavorando molto e cercando di prendere tutto ciò che di buono arriva. Siamo conosci del fatto che proponiamo un tipo di prodotto artistico particolare e non sempre di facile ascolto. Naturalmente, essendo un lavoro così personale, speriamo possa colpire anche un pubblico non abituato ad ascoltare questo particolare stile.

Come nasce il vostro gruppo?

Ci conosciamo da tanti anni, 3 di noi hanno studiato nello stesso liceo, e dopo tanti progetti comuni abbiamo deciso che era il momento di una nuova sfida con una volontà comune: ricercare, creare, modellare un qualcosa di nuovo, inaspettato e di “ribelle” rispetto alla tradizionale musica vocale in cui lavoravamo da tempo. Alla ribellione abbiamo unito il “bit” (elettronico), che conferisce al nostro progetto un segno netto e distintivo. Decisivo, in questo, è stato l’incontro con il nostro sound designer, Andrea Trona, con cui abbiamo elaborato quello che oggi è il nostro sound.