Coronavirus: attenzione al nuovo tentativo di truffa!

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Alla Regione Liguria arrivate tante segnalazioni di finti operatori sanitari che annunciano la propria visita a domicilio per fare il tampone

GENOVA – In tempo di emergenza da Coronavirus i truffatori sembrano avere campo libero. Già qualche settimana fa, Federconsumatori aveva segnalato che in diverse zone d’Italia alcune persone, spacciandosi per operatori della Croce rossa o della Asl, si erano recati presso le abitazioni dei malcapitati, prevalentemente anziani, con il pretesto di effettuare fittizi tamponi del Coronavirus.

Smascherata questa organizzazione, gli impostori non si sono dati per vinti, anzi si sono ingegnati per un inventarsi uno stratagemma: rimasto fermo il fine di intrufolarsi negli appartamenti delle persone per spillare denaro, é cambiata la dinamica. Non si presentano più alla porta delle vittime, perchè in tempi di ristrettezze agli spostamenti un comportamento tale potrebbe destare sospetti, ma annunciano telefonicamente la loro visita, dando così, una parvenza di maggior serietà e professionalità.

Tante sono le segnalazioni di tentativi di truffa arrivate in queste ultime ora alla Regione Liguria, la zona statisticamente più anziana d’Italia con una percentuale di ultrasessantacinquenni, sensibilmente superiore a quella nazionale. Alcune persone, spacciandosi per operatori, chiedono per via telefonica ai malcapitati di turno se in famiglia ci sono casi di tosse, febbre o altri sintomi influenzali; dopodichè avvisano che il giorno successivo passeranno a fare il tampone, in osservanza di una nuova disposizione regionale che prevede che tutti siano sottoposti al tampone al Coronavirus.

L’ente ha prontamente avvertito che né il 118 né la Protezione civile sono stati incaricati di fare tamponi a tutta la popolazione.

L’invito alla cittadinanza é quello, al verificarsi delle sopraddette circostanze, di telefonare al NUE 112 per denunciare simili tentativi di frode. Regione Liguria ha prontamente dato mandato ai propri uffici di procedere nelle sedi opportune. É già cattata un’indagine della Polizia Postale per risalire agli autori della telefonata. In questi casi, si configura delitto di tentata truffa di cui agli artt. 56 e 640 c.p.