Dieta farmacologica, Dott.ssa Tomasi: «Rischio perdita fino al 40% di massa muscolare»

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Abuso di farmaci anti‑obesità, mercato illegale in crescita e perdita di massa muscolare fino al 40%. Serve un percorso medico strutturato

La corsa globale ai farmaci anti‑obesità sta generando un fenomeno senza precedenti: un mercato da quasi 200 miliardi di dollari entro il 2035 e, parallelamente, un’esplosione del mercato illegale alimentato da social, piattaforme online e imitazione delle star. A lanciare un allarme forte e documentato è la Dott.ssa Cristina Tomasi, medico internista e human metabolist, che mette in guardia da un uso superficiale e non controllato di molecole potentissime.

Secondo la specialista, la perdita di peso indotta da farmaci come semaglutide e tirzepatide non riguarda solo il grasso: negli studi clinici fino al 40% del peso perso è massa muscolare. Un dato che diventa critico quando la terapia viene sospesa: gran parte del peso recuperato è tessuto adiposo, non muscolo. «Il risultato è un corpo più leggero ma più fragile, con metabolismo rallentato e minore forza fisica», spiega Tomasi.

Il problema non è solo clinico, ma sociale. L’EMA ha segnalato la diffusione di farmaci non autorizzati venduti online, mentre nel Regno Unito nel 2025 sono state sequestrate quasi 20 milioni di dosi illegali. L’arrivo delle nuove formulazioni orali rischia di abbassare ulteriormente la soglia d’accesso, trasformando farmaci complessi in una “scorciatoia” percepita come innocua.

A complicare il quadro è la narrazione glamour proveniente dallo star system, che presenta gli agonisti del GLP‑1 come strumenti immediati per dimagrire. «Messaggi pericolosi», avverte Tomasi, «perché banalizzano farmaci che modificano profondamente la fisiologia».

La specialista non demonizza la terapia, ma indica due pilastri imprescindibili: nutrizione proteica adeguata e allenamento di forza regolare, insieme al monitoraggio della composizione corporea. «Camminare non basta: il muscolo si conserva solo se viene nutrito e stimolato».

La conclusione è netta: «Il futuro della cura dell’obesità non può essere solo farmacologico. Il farmaco apre una porta, ma sono alimentazione, movimento ed educazione a mantenerla aperta. Dimagrire è facile; restare in salute è la vera sfida».