Giorgia Canton: online il video di “Com’era avere vent’anni” in finale al Premio Bianca d’Aponte

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BELLUNO – Arriva sulle piattaforme social il video ufficiale di “Com’era avere vent’anni”, il singolo di Giorgia Canton, scritto dalla stessa artista, prodotto da Davide De Faveri, registrato al Terzo Mondo Studio di Paiane a Belluno e masterizzato da Fabio Trentini. La canzone è in finale al Premio Bianca d’Aponte. Il brano è stato scritto lo scorso anno sui gradini della casa in provincia di Verona in cui è cresciuta. Quegli stessi gradini su cui si sono seduti Giorgia e suo fratello Riccardo il primo giorno di scuola. La cover del brano è stata scelta proprio per questo motivo, un nuovo inizio, il primo giorno di scuola, il primo passo di un cammino.

“Sono tornata qui, nella mia casa di bambina in cerca di piccole cose che mi fanno star bene. Che poi non sono piccole e forse non sono neanche cose – racconta la stessa artista – Sono ripartita a piedi da quella casa di bambina verso Belluno, la mia casa adottiva. Durante quel viaggio la canzone è maturata e ho iniziato a lavorarci con uno spirito nuovo. Arrangiamenti minimali, leggeri, l’apertura sul finale, l’accettazione di tutto e la liberazione. Il racconto di quel viaggio è diventato il video della canzone, perchè, in fondo, lei e tutto il resto del disco non esisterebbero senza quel cammino”.

Giorgia Canton, voce, pianoforte, chitarra e autrice di musiche e testi. Veronese di nascita e bellunese di adozione, è diplomata in conservatorio ma canta e compone da quando ne ha ricordo. I suoi brani sono figli di un intreccio di stili, si tingono di sfumature jazz rimanendo fedeli al pop che da sempre l’accompagna. L’italiano abbraccia atmosfere d’oltreoceano, e la voce è calda e intima, come se volesse sussurrare le sue storie all’orecchio, o cantarle in un salotto con poche persone.

Ha all’attivo un disco dedicato a Charles Mingus e diversi singoli, tra cui spiccano “A un passo da me”, il primo brano scritto in italiano che le è valso la borsa di studio per il corso per autori e compositori al CET di Mogol nel 2018, e “Dove tutto si ferma”, realizzata insieme al chitarrista Filippo Viel e dedicata ai bambini scomparsi nella tragedia del Vajont.