“I miei avanzi”, il nuovo singolo della band bresciana Il Vuoto Elettrico

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il vuoto elettrico

“L’origine della mancanza di empatia è il frutto della comunicazione malata che abbiamo sperimentato fin da piccoli.- dichiara la band – silenzi e le urla hanno fatto erigere sistemi di protezione, automatismi che non possono che accompagnarci per tutto il resto della nostra vita”

Da venerdì 8 ottobre è disponibile in radio, sulle piattaforme digitali e in tutti i digital stores “I miei avanzi” (Maninalto!/ I Dischi Del Minollo), il nuovo singolo della band bresciana Il Vuoto Elettrico. Il brano anticipa l’ uscita del nuovo album “Radice” prevista il il 15 ottobre.

La band ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“I miei avanzi” è il vostro nuovo singolo, di che cosa si tratta?

È una delle prime canzoni che abbiamo composto per il nuovo album “Radice”, che uscirà il 15 ottobre. Da subito ci è sembrata perfetta per fornire la giusta chiave di lettura dell’intero disco, che parla di tre cose: Assenza, Perdita e Mancanza. Parla di una cena nella quale una famiglia viene travolta da una litigata furiosa, alla fine della quale non rimangono altro che macerie. Sono “gli avanzi nel piatto” e rappresentano – ovviamente in maniera figurativa e traslata – questo senso di autodistruzione che molto spesso accompagna i gruppi sociali (tra i quali la famiglia) che sembrerebbero, ma solo in superficie, immuni a ogni tipo di cattivo sentimento.

Cosa volete trasmettere con questo brano?

Che esistono scenari nascosti sotto ogni aspetto della nostra vita. Immaginari apparentemente tranquilli e sereni possono nascondere situazioni di grande sofferenza, in grado talvolta di incidere sullo sviluppo della personalità degli esseri umani, soprattutto se si tratta di bambini.

Che tipo di accoglienza vi aspettate?

Non ne abbiamo idea. Questo è il nostro terzo disco e abbiamo sempre lavorato duramente per proporre una versione cerebrale della nostra musica, per cercare di affrontare i lati più nascosti dei rapporti umani, quello che accade tra le persone. Si tratta di una canzone con chitarre taglienti e una ritmica serrata, le parole a volte sono urlate. In Italia c’è un pubblico che ama ancora chi cerca di produrre musica coraggiosa e noi abbiamo scritto questo disco per loro. Il singolo è accompagnato da un video che a noi piace moltissimo e che potete trovare a questo link: https://youtu.be/XTo805Tbm48

Come nasce il vostro progetto musicale?

Nasce con l’intento di realizzare una trilogia, che abbiamo chiamato “Trilogia dell’Esistenza”. Il primo disco VIRALE si occupava di esaminare ogni aspetto della paura nella testa della gente. Il secondo, TRAUM, si occupava delle stagioni della vita, del loro incidere nel tempo: ogni canzone una stanza, ogni stanza un’età evolutiva. Con RADICE il progetto si conclude e si tira una riga: abbiamo sempre voluto contornarci di persone in grado di incidere a fondo sulla nostra musica, di guidarci. Abbiamo lavorato con Fabio Magistrali (produttore di “Hai paura del buio?” Degli Afterhours), con Xabier Iriondo (chitarrista con Manuel Agnelli negli After), con Marco Lega (mente creativa a fianco dei Marlene Kuntz) per cui possiamo considerarci soddisfatti degli sforzi e dei risultati raggiunti. A questo punto non ci rimane che suonare RADICE dal vivo e raggiungere più persone possibili…