I veri colori dell’anima nei ritratti immaginari di Jerson Jimenez (IE)

caribeno

Il ritratto è uno stile espressivo con il quale si sono misurati gli artisti di ogni epoca, molto frequentemente su richiesta dei protagonisti stessi delle opere che desideravano lasciare un segno indelebile nel tempo immortalando e consegnando ai posteri la propria immagine. In altri casi invece erano i pittori a scegliere i soggetti regalando alla storia dell’arte dipinti indimenticabili e di grande fascino; il protagonista di oggi riattualizza il ritratto trasformandolo in rappresentazione di personaggi spesso immaginari di cui narra emozioni e profondità che li rendono incredibilmente reali.

In tutti i periodi storici precedenti al Novecento non esisteva altro modo per avere immagini di sé e dei propri cari se non attraverso un dipinto, che potevano permettersi solo le classi più abbienti, perché non erano ancora stati fatti quei passi avanti nella tecnologia che avrebbero condotto alla macchina fotografica rendendo quindi l’accesso a un ricordo visivo più facilmente ottenibile da un numero sempre maggiore di persone. Precedentemente a questa svolta tecnologica, la riproduzione dei volti di nobili e aristocratici era affidata alle abili mani dei maestri di pittura, dai Fiamminghi Jan Van Eyck e Albercht Dürer ai maestri sommi della pittura italiana come Raffaello, Leonardo da Vinci, Tiziano, dal Barocco di Rembrandt al Romanticismo di Francisco Goya passando per gli indimenticabili dipinti degli esponenti del Realismo per finire con i celeberrimi nomi dell’Impressionismo, Manet, Monet, Degas, Renoir, che consegnarono alla storia figure di esponenti della nobiltà francese di fine Ottocento, di amici e di magnati grazie ai quali gli stessi pittori entravano nei salotti bene della Parigi di quell’epoca. Nell’Espressionismo invece il ritratto era percepito come mezzo necessario per esprimere le paure, le inquietudini, i disagi di un periodo a cavallo tra le due guerre mondiali che poco spazio lasciava alla ricerca estetica e alle frivolezze degli anni appena precedenti. Nella contemporaneità alcune riflessioni cupe e le inquietudini esistenziali sono state superate, le emozioni hanno iniziato a essere accolte come parte di un’essenza e per questo non devono spaventare bensì il saperci convivere contribuisce a rendere l’uomo più completo, incredibilmente complesso ma tuttavia cosciente della propria forza e della propria debolezza. Jerson Jimenez, grande talentuoso artista della Repubblica Dominicana ma naturalizzato austriaco già da molti anni, si appropria e regala al pubblico un’affascinante interpretazione del Neo Espressionismo, in cui il ritratto diventa il focus della sua produzione artistica oltre che mezzo per narrare non solo le sfaccettate diversità tra gli individui ma anche le personali e uniche sensazioni ed essenze di cui i colori divengo tasti fondamentali per lasciar fuoriuscire le note dell’anima.

destino
1 Destino

Nella maggior parte delle opere i personaggi raffigurati scaturiscono dalla fantasia dell’artista eppure la sensazione che si ha guardandoli è che abbiano qualcosa di comune, di già visto, come se l’osservatore creda, chissà dove e chissà quando, di averli incontrati; questo perché davanti alle sensazioni, alle profondità, alle emozioni, non si può fare a meno di riconoscersi, di ritrovarsi. Dai ritratti fuoriesce il pensiero sottile di Jerson Jimenez secondo il quale di fronte al sentire non esistono diversità, non esistono distanze bensì condivisione, comprensione, senso di appartenenza a un mondo interiore che unisce e abbatte ogni barriera.

la esperanza
2 La esperanza
amistad
3 Amistad

Utilizza quei volti immaginari per descrivere concetti esistenziali Jerson, come nell’opera La Esperanza in cui la vivacità delle tonalità scelte per definire il volto protagonista si legano alla luce di quel sentimento necessario per oltrepassare gli ostacoli, rialzarsi dopo una caduta e ricominciare a inseguire un sogno; così come in Amistad lo sguardo rassicurante dell’uomo suscita nell’osservatore un’istintiva sensazione di fiducia, di sereno approccio leale e condiviso che solo nella vera amicizia si può incontrare.

bondad
4 Bondad

Nel ritratto Bondad l’artista utilizza toni delicati, pastello, quasi a voler esaltare il volto della donna che identifica con una qualità, la bontà appunto, che spesso l’uomo moderno tende a perdere, dimenticare dietro arrivismi e competitività che lo inducono a dimenticare di guardarsi intorno e tendere la mano; la scelta di un viso femminile è probabilmente da ricondurre alla capacità della donna di essere generatrice di vita, di amore materno incondizionato, eterno e in grado di abbattere tutte le barriere, di perdonare, di sacrificarsi per un altro essere umano. I dettagli che evidenzia in ognuno dei suoi ritratti rendono quei volti unici, inconfondibili, intensi, proprio perché ciò che Jerson desidera fuoriesca sono le essenze, quei colori veri che caratterizzano l’interiorità di ogni persona e che riescono a renderla unica proprio in virtù di quelle sfaccettature, quelle combinazioni infinite capaci di generare una delineata e mutevole personalità; la sensazione è quella di osservare gli altri attraverso la lente di un caleidoscopio, dal quale si riescono a notare i differenti incastri che ne compongono peculiarità esclusive e originali.

un amigo
5 Un amigo
la joven
6 La joven

Opere come Caribeño, l’immagine in copertina articolo, Un Amigo, La Joven, lasciano fuoriuscire i sentimenti dei protagonisti come se fossero stati loro stessi a raccontarli silenziosamente all’artista mentre in realtà è la capacità empatica di Jerson a dar vita a personalità ben definite partendo da una singola emozione. Altra caratteristica inconfondibile delle tele di questo incredibile artista è il grande formato che contribuisce a generare quel magnetismo, quella meraviglia da cui l’osservatore non può che sentirsi completamente coinvolto.

jon bon jovi
7 Jon Bon Jovi

Ai ritratti immaginari vengono affiancati talvolta omaggi a personaggi noti, come quello a Jon Bon Jovi, di cui Jerson Jimenez tende a sottolineare l’espressione umana, non quella della celebrità bensì quella della semplicità delle emozioni che non risparmiano né si allontanano da nessuno, non importa quanti e quali risultati abbia conseguito nella vita. Il percorso artistico di Jerson è lunghissimo, ha tenuto la sua prima mostra nel lontano 1987 e da quel momento in avanti la sua ascesa non si è mai fermata: ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive nella Repubblica Dominicana, in Slovacchia, negli Stati Uniti e in Austria nelle quali ha ricevuto molti consensi dal pubblico e dalla critica.

JERSON JIMENEZ-CONTATTI
Email: elmaestrojerson@yahoo.com
Sito web: www.jerson-arte.com
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Instagram: https://www.instagram.com/jerson.jimenez_artist/