Il ciclo di dipinti Impermanence di Achao, quando la spiritualità entra nell’anima e nell’opera d’arte (IE)

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impermanence achao

Molto spesso la pittura, l’approccio dell’artista sulla tela, è legato a un pensiero di base da cui far scaturire lo stile più affine alle proprie corde espressive, in alcuni casi più meditato e ragionato mentre altri più impulsivo e impetuoso per accordarsi alle sensazioni vissute, percepite e interiorizzate fino al punto di non poterle più trattenere.

I movimenti artistici che sono avvicendati per tutto il corso del Novecento hanno manifestato una maggiore razionalità e logica a volte persino matematica e scientifica, oppure la necessità della totale predominanza del puro istinto, dell’immediatezza dell’atto creativo nella sua primordialità, senza alcun filtro da parte della mente né del pensiero compiuto. Achao invece riesce a mescolare sapientemente una sensibilità morbida, riflessiva e meditativa, con un atto pittorico decisamente più istintivo, quasi come se in lui anima e cuore si fondessero per parlare un’unica lingua, quella dell’emozione, quella del colore, quella delle sensazioni a cui le sue tele inevitabilmente si armonizzano. Il suo stile inizialmente più espressionista, si sposta gradualmente sempre più verso l’Espressionismo Astratto sebbene la tendenza a fermare le emozioni, creando gli stencil attraverso cui dare loro forma e consistenza visiva, lo portino ad avvicinarsi anche a un muralismo tribale in cui il segno non figurativo è la piena esternazione di tutto ciò che nell’intimo dell’artista si muove, ruota e si arrotola fino a dover essere narrato. La serie di opere intitolata Impermanence si allinea con una nuova fase del percorso di Achao dell’ultimo anno, un cammino all’interno di se stesso che lo ha indotto a compiere un lavoro di introspezione, di consapevolezza della realtà contingente e della necessità di affrontare il disorientamento e il dolore per poi trovare la luce della speranza, di una rinnovata sicurezza che tutto sarebbe stato destinato a evolvere e portare un cambiamento e una trasformazione positivi. Il periodo più recente è stato quasi una rinascita consapevole, un desiderio di avvicinarsi e confrontarsi con una spiritualità profonda che l’artista sentiva il bisogno di lasciar emergere, non prima però di essersene lasciato avvolgere, di essersi immerso in quelle sensazioni di connessione con tutto ciò che lo circonda, per essere in grado di porsi in posizione di maggiore ascolto. La sensibilità spesso induce a considerare e percepire con grande apertura l’esterno dimenticando se stessi e le proprie necessità interiori, così Achao ha avvertito la forte esigenza di interrogarsi e immergersi dentro un universo intimo che lo ha rasserenato, gli ha permesso di comprendere che tutto ciò di cui aveva bisogno per rinascere e trovare la pace di cui aveva bisogno era già dentro di sé.

impermanence iii achao
1 Impermanence III

Il buddismo è stato la base e l’ispirazione per questo nuovo ciclo di opere in cui emerge il senso di pace, di calma e di pacatezza avvertiti dall’artista nel momento in cui si lasciava andare all’ispirazione ascoltando il mantra Om Tare Tuttare Ture Swaha; il soggetto che lo ha ispirato per le sue tele in cui la sfera è l’elemento dominante, è il bassorilievo che si trova effigiato sul monumento di Dhamek, un enorme stupa situato a Sarnath, nello Stato di Uttar Pradesh in India, noto per essere il luogo in cui Buddha iniziò il suo insegnamento ai suoi cinque discepoli subito dopo aver avuto l’illuminazione svelando così loro la strada verso il nirvana.

impermanence xii achao
2 Impermanence XII

Nella filosofia buddista la circolarità dell’esistenza, poiché tutto è diviso in cicli vitali più o meno lunghi così come ogni inizio rappresenta la fine di un ciclo che si è chiuso, è l’essenza del pensiero e dell’esperienza che l’individuo compie, spesso ignaro di poter scegliere di elevarsi verso una forma di conoscenza superiore di se stesso; ma la forma sferica è importante anche perché rappresenta i sei mondi in cui gli individui, basandosi sulle scelte e sul loro agire, possono finire scegliendo inconsapevolmente lo scotto da pagare o il premio da ricevere da parte dell’esistenza. Ecco il motivo per cui la sfera diviene l’elemento essenziale delle opere di Achao, quella circolarità che da un lato mette tutto al suo posto chiudendo un cerchio vitale generato da causa ed effetto, da azioni e reazioni che ciò che accade, ciò che l’individuo attraversa, evidenziano e sottolineano, mentre dall’altro in qualche modo racchiude e protegge l’uomo all’interno di un guscio dentro cui riporre le sensazioni più positive, le emozioni più fragili, le debolezze meno rivelabili.

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3 Impermanence VIII
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4 Impermanence VII

Sono rassicuranti le opere di Achao, le tonalità scelte sono tenui, delicate, eppure se si va a osservare meglio l’interno, i disegni che pone nel nucleo, sembra che vi sia un groviglio di sensazioni, un affollamento di idee e sentimenti che non possono fare a meno di fluttuare rivelandosi all’osservatore; in alcuni casi appaiono più spigolose, più geometriche, forse corrispondono a quei percorsi della mente in cui la razionalità desidera prendere il sopravvento malgrado, sembra suggerire l’artista, sia inevitabile prima o poi lasciar prevalere l’emozione. In questo caso la sfera diviene un guscio all’interno del quale racchiudersi, in cui cercare di trattenere la razionalità che illusoriamente rassicura mentre in realtà costituisce spesso una prigione, una gabbia. Anche le tonalità sono più fredde, sembrano accordarsi a quel rigore che tende a sopraffare la morbidezza delle emozioni, mentre gli sfondi si allineano al senso espresso dai nuclei spigolosi e dunque la gamma cromatica scelta è quella degli azzurri o dei verdini.

impermanence xi achao
5 Impermanence XI

Nelle opere in cui, al contrario, i disegni sono più sinuosi e ondulati, dunque affini a un ritrovato possibilismo, a un’ascesa verso una consapevolezza delle infinite opzioni che la vita offre e in cui dunque la sfera viene considerata non più come guscio bensì come raccoglitore di esperienze e di sensazioni che diventano prezioso bagaglio per l’individuo propenso all’evoluzione, le tonalità si scaldano, assumono sfumature più intense ma avvolgenti, legate a quelle corde interiori che grazie a quell’apertura esistenziale vibrano. Così come gli sfondi si accendono e virano verso il giallo o l’arancio. In ogni caso le tele di Achao sembrano palpitare, ampliando la ritmica del mantra dentro la quale l’artista si è perduto entrando per questo in contatto con il sé più profondo e restituendola all’osservatore che si sente calamitato e attratto dai disegni stilizzati tanto quanto avvolto dalla sovrapposizione di immagini e colori che lo trasportano nella sensazione di doversi mettere in ascolto della musicalità che dalle stesse opere fuoriesce.

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6 Impermanence II

Il percorso di rinascita spirituale è quello auspicabile per ciascun individuo, in particolar modo in un momento storico in cui tutto sembra aver perduto il senso che aveva prima e dunque ciò che resta è un’individualità necessaria per oltrepassare le difficoltà, la consapevolezza di avere dentro se stessi la forza e l’energia per rialzarsi e costruire un nuovo domani.

impermanence xiii achao
7 Impermanence XIII

Questo è ciò che emerge dal nuovo ciclo produttivo di Achao, che mantiene salda la linea creativa in cui la sua sensibilità trova la massima espressione sia per le linee delicate e sovrapposte del suo Espressionismo Astratto, come se volesse esprimere il concetto che la realtà è troppo complessa per riuscire a essere vista con chiarezza, sia per la gamma cromatica tenue e delicata in virtù della quale l’artista sembra suggerisce che in fondo anche tutto ciò che è complesso può avere una chiave di lettura positiva e interpretabile attraverso il filtro della sensibilità.

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