Il futuro dei vaccini dipende anche dalla comunicazione digitale

MILANO – Virtual reality, app, visual, gamification: il futuro della comunicazione sui vaccini passa per il digitale. In tante delle campagne di comunicazione che hanno partecipato alla prima edizione del progetto #PerchéSì di Sanofi Pasteur Italia, ora raccolte nel libro edito da Carocci, la tecnologia e il digital sono a servizio della corretta informazione e divulgazione scientifica.

Nei progetti presentati nel testo come “buone pratiche” di comunicazione del valore dei vaccini ritroviamo infatti piattaforme digitali interattive, narrazioni transmediali che sfruttano ed utilizzano le diverse potenzialità dei vari mezzi, geolocalizzazione e QR code visibili con lo smartphone. Progetti ideati e sviluppati – in occasione del contest e dell’hackaton lanciato nei mesi scorsi dalla divisione vaccini di Sanofi – da trenta studenti e futuri comunicatori medico-scientifici che hanno pensato e scritto insieme ad istituzioni della Sanità Pubblica dieci campagne sui vaccini. Un solo team ha vinto ed è volato a Copenaghen per un master intensivo all’Interactive Design guidato dall’italiana Simona Maschi, ma tutti i progetti sono stati inseriti nel libro #PerchéSì.

Il volume è stato presentato a Milano, in occasione dell’Open Innovation Summit di Startup Italia 2018: un luogo “in cui nascono contaminazioni tra il mondo delle aziende e quello delle startup, dei creativi e dei giovani comunicatori” ha spiegato il general manager di Sanofi Pasteur Italia Mario Merlo – e che è coerente all’intento con cui è nato il progetto e con cui vogliamo proseguire il prossimo anno con la seconda edizione”.

“La scienza evolve, ma anche la disinformazione – ha aggiunto Merlo – bisogna contrastarla con informazioni scientifiche e autorevoli, che siano anche efficaci”. “Sempre di più si diffondono notizie false sui vaccini, il loro valore è spesso sottostimato e talvolta, messo in discussione. In realtà i vaccini sono la più importante scoperta medica fatta dall’uomo”, ha spiegato anche Paolo Bonanni, professore di Igiene all’Università degli Studi di Firenze e co-Presidente della giuria di #PerchéSì.