Il Realismo della giramondo Mechthild Brebera, tra panorami caratteristici di grandi città e attenzione all’ecologia (IE)

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sydney opera house

Quando si visita un paese lontano l’istino è quello di portarsi con sé le immagini ma anche le emozioni vissute durante quel viaggio, pur nella consapevolezza che qualunque fotografia non riesca a rendere giustizia a tutto ciò che l’occhio ha percepito attraverso il filtro delle sensazioni; l’arte è in grado di coniugare l’oggettività con la soggettività del vissuto ed è stato il mezzo in virtù del quale immagini spettacolari di panorami del passato sono giunte a noi. La protagonista di oggi, pur con un approccio decisamente più moderno e cosmopolita, sceglie di ricordare i luoghi e la bellezza che si è trovata davanti agli occhi, diversa di paese in paese eppure sempre in grado di meravigliarla.

Il Romanticismo fu il movimento pittorico che, tra il Diciottesimo e il Diciannovesimo secolo, aprì le porte al paesaggio, inteso come proiezione delle sensazioni dell’artista, di quel legame tra uomo e natura che divenne fondamentale soprattutto nell’accezione inglese della corrente, quella di cui furono massimi esponenti John Constable e William Turner. Laddove Turner esaltò l’irruenza e l’impetuosità di temporali e di mareggiate, introducendo piccoli dettagli di vita umana come barche e velieri funzionali a sottolineare l’inconsistenza dell’uomo davanti alla potenza inarginabile della natura, John Constable scelse invece di narrare luoghi e scorci della memoria introducendo il suo sentimento di nostalgia nei confronti di una terra che ha amato e che voleva consegnare all’eternità. A fine Ottocento il tema del paesaggio del Romanticismo Inglese venne ripreso e rivisitato dall’Impressionismo che decretò la definitiva affermazione di un genere pittorico che, più o meno legato all’emozione soggettiva, era destinato a sopravvivere e ad assumere differenti connotazioni nel corso dei secoli successivi. Dalle città desolate e misteriose della Metafisica di Giovanni De Chirico ai silenziosi e malinconici scorci suburbani del Realismo Americano di Edward Hopper fino alle visioni notturne tra i grattacieli del contemporaneo neoimpressionista Jeremy Mann, il paesaggio non smette di affascinare e di costituire una memoria del cambiamento dei tempi e delle sue trasformazioni. Mechthild Brebera, in arte La BreM, pittrice austriaca che ha dovuto rinunciare per lungo tempo alla sua passione per l’espressione creativa a causa di scelte e vicissitudini della vita, coniuga il suo amore per i viaggi, per la scoperta di panorami e di paesi lontani da quello in cui vive alla capacità di imprimere sulla tela le emozioni, dando vita di fatto a un diario itinerante attraverso il quale racconta non soltanto l’oggettività di ciò che ha visto bensì l’emozione di tutto ciò che ha vissuto visitando quei posti.

Tromso
1 Tromso, Norvegia, Aurora boreale

Il Realismo è lo stile che più si accorda alla sua inclinazione artistica perché è solo grazie alle immagini osservate che può rielaborare le sensazioni percepite e manifestarle sulla tela. Per lei il mondo è un luogo da scoprire, da visitare e da cui lasciarsi conquistare e affascinare, è questo ciò che fuoriesce dalle opere che ritraggono i simboli, gli emblemi delle principali città, quelli che normalmente vengono riprodotti nelle foto in cui però si tende a perdere quell’attimo di emozione, quell’istante in cui il cuore batte che solo un artista è in grado di far trapelare dalle sue immagini, immortalandolo sulla tela.

New York
2 New York

Si lascia ammaliare dalle rumorose vie della Grande Mela Mechthild Brebera nell’opera New York in cui sembra quasi scomporre i piani prospettici per differenziare la realtà osservata da quella percepita, il via vai del traffico da un lato e l’incanto di avere davanti agli occhi quei grattacieli le cui immagini riempiono il mondo dall’altro; il parallelismo crea una distinzione, una linea di confine tra l’oggettività e la soggettività, tra il visto e il sentito, tra ciò che è e ciò che invece ha pervaso l’interiorità dell’artista.

Moskau
3 Moskau

Nella tela Moskau (Mosca) invece il desiderio di narrare il simbolo della capitale sovietica, la Cattedrale di San Basilio, prevale sulla necessità di inserire l’uomo perché in fondo è proprio ciò che l’essere umano è in grado di creare e costruire a sopravvivergli, simbolo eterno di un passato che si intreccia indissolubilmente al presente e continua a fare sentire la sua eco nel corso dei secoli.

australien
4 Australien

Così come in Australien (Australia) raffigura l’emblema di ciò che la natura ha creato, le montagne rocciose di Ayers Rock nel desertico Outback del paese, da cui traspare l’attenzione dell’artista verso luoghi incontaminati e rimasti intatti proprio perché inabitati dall’uomo. Parallelamente al percorso itinerante infatti, Mechthild Brebera dedica un’intera serie di opere al tema dell’ecologia, portando alla luce e all’attenzione dell’osservatore quanto sia importante e fondamentale tutelare gli animali e la natura prima che l’intervento umano distrugga quel circolo vitale che lo comprende e che, disgregandosi in parte, può provocare effetti a catena inimmaginabili e con conseguenze inizialmente impensate su un ecosistema che necessita dell’equilibrio totale tra tutti i suoi elementi.

Plastic in the Ocean
5 Plastic in the Ocean

Nell’opera Plastic in the Ocean (Plastica nell’Oceano) la Brebera sembra voler raccontare lo stupore, o forse sarebbe meglio dire il disorientamento, degli abitanti marini nel momento in cui si trovano circondati da specie sconosciute, le buste di plastica, delle quali non percepiscono la minaccia che in realtà può compromettere la loro vita, né tanto meno l’utilità in un mondo, quello subacqueo in cui tutto ha una ragion d’essere tranne ciò che è prodotto e introdotto dalla mano dell’uomo.

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6 Klimawander

E ancora in Klimawander (Cambiamento climatico), l’artista sottolinea il rischio a cui l’umanità sta andando incontro, inconsapevolmente, e che non ha possibilità di salvezza se non attraverso un intervento esterno, quella mano che cerca di contenere l’incontenibile; c’è un lieve spostamento verso il Surrealismo Metafisico nelle tele più ecologiche, perché l’immagine deve essere funzionale al concetto, alla riflessione, alla meditazione su un tema delicato ma importante, una finestra su un futuro distopico eppure possibile se la tendenza e non verrà invertita.

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7 Einsamkeit (Solitudine)

Dal 2012 a oggi Mechthild Brebera ha partecipato a molte mostre collettive e personali in Austria e in Germania ed è socia di molte tra le principali associazioni artistiche e culturali della sua nazione. Ma il suo estro creativo non si ferma alla sola arte figurativa perché negli ultimi anni ha iniziato a disegnare e produrre gioielli di bigiotteria cabochon e in resina.

MECHTHILD BREBERA-CONTATTI
Email: scorpion@chello.at
Sito web: www.la-brem.at
www.hobby-artist.at
Facebook: https://www.facebook.com/hilde.skorpion/
Instagram: https://www.instagram.com/la_brem58/