Alla scoperta di Acinorev: “La musica è un potente strumento di comunicazione, non un oggetto”

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MILANO – Si intitola “Libera” il singolo d’esordio di Acinorev. Disponibile su Spotify, è un racconto intimo, la storia di un rapporto nato per caso diventato indissolubile. Un brano al quale la giovane cantautrice tiene molto perché, come tutti gli altri che ha scritto, prende spunto dalla sua vita. Abbiamo intervistato Acinorev.

Da cosa nasce “Libera”?

«Dopo aver partecipato alle selezioni per il Tour Music Camp al Cet di Mogol, durante una lezione tenuta con la life coach in cui ogni artista si fissava degli obiettivi di crescita interiore per il proprio progetto artistico, mi sono sentita particolarmente ispirata. Così ho voluto scrivere qualcosa che mi appartenesse davvero per arrivare al cuore delle persone. Sono convinta che il primo passo per farsi conoscere è raccontare chi si è, e la chiave è la sensibilità e l’empatia verso l’altro».

La produzione del brano è stata realizzata dai Doremind. Come ti sei trovata a lavorare con loro?

«È stato come sentirsi a casa. Stefano e Ale sono simpaticissimi, si è instaurato da subito un buon feeeling perché sin da subito hanno saputo cogliere la mia anima artistica e con loro spero di crescere artisticamente».

“Libera” mostra varie anime, tra il pop, l’etnico e l’elettronico. Quali sono le tue influenze?

«Il suono accompagna e influenza costantemente la mia vita, che è influenzata da ciò che ascolto: mi piacciono Beyoncé, Jovanotti, Giorgia, Tiziano Ferro, Levante, Lady Gaga, Queen e Maneskin. Per “Libera”, però, ho fatto affidamento solo al mio mondo personale di suoni e vibrazioni. Considero le sonorità originarie di “Libera” puramente casuali. I Doremind mi hanno poi aiutata a sviluppare delle sonorità particolari per questo brano».

Tu ti definisci una “art singer”. Puoi spiegarci meglio cosa intendi con questa espressione?

«Da quando sono piccola mi sento sempre quella pecora in mezzo al gregge che agisce diversamente. Un’art singer è qualcosa di non chiaramente etichettabile: né un’artista né una cantautrice, ma una via di mezzo. Quando penso ad un’artisinger immagino una figura artistica completa, poliedrica e versatile che lavora a un progetto artistico a 360 gradi plasmandolo su di sé. Qualcosa che è più di un interprete, un po’ designer e anche scenografo, attore».

Come vedi il mondo della musica oggi?

«La musica è un potente strumento di comunicazione, non è un oggetto. La sua bellezza è che si adatta ai cambiamenti sociali e culturali. Non posso dire che la musica di ieri sia migliore di quella di oggi perché ogni epoca ha la propria. Tutta comunica qualcosa e ha necessità di essere ascoltata. Poi ognuno sceglie cosa ascoltare anche a seconda del momento».

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

«Del doman non v’è certezza. Però mi piacerebbe lavorare a un album e riempire la mia valigia artistica fino a farla scoppiare di esperienze e crescita».