“Italiano all’estero”, il nuovo singolo di Davide Zilli: l’intervista

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davide zilli

“Lo swing di Italiano all’estero è garantito dalla band dei Jazzabbestia che ha inciso con me tra Milano e Cremona con la produzione di Riccardo Di Paola, collaboratore di Cristiano De Andrè, Giuliano Palma, Nina Zilli”

Giovedì 6 maggio 2021 è uscito “Italiano all’estero” (Cosmica/Freecom), nuovo singolo del pianista e cantautore Davide Zilli, che anticipa l’album in uscita a giugno per Cosmica, l’etichetta di Daniele Bengi Benati dei Ridillo. Il brano, a tutto swing, parte dalla “fuga dei cervelli” dal nostro Paese, per allargarsi in generale a tutti gli italiani che per lavoro o amore scelgono di andare all’estero, tra entusiasmi, delusioni e spirito di adattamento.

Davide Zilli ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Italiano all’estero” è il tuo nuovo singolo, di che cosa si tratta?

Il pezzo è un omaggio a chi – per lavoro, amore o altri motivi – ha voluto o dovuto lasciare il nostro paese. Gran parte dei miei conoscenti se n’è andata dall’Italia per poter fare quello che voleva; ogni tanto li sento, mi raccontano della nuova realtà che si stanno costruendo altrove, e provo a immaginare come sarebbe la mia vita se avessi fatto le loro stesse scelte.

Cosa vuoi trasmettere con questo brano?

Il brano vuole gettare uno sguardo sull’annoso problema della fuga dei cervelli, ma in modo leggero, ironico, a tempo di swing. Questo pezzo è nato dal bisogno di sentirci più vicini, di sentirci “comunità” anche così, sparpagliati ai quattro angoli del pianeta.

Questo lavoro anticipa l’album in uscita a giugno, cosa ci attende?

L’album sarà un puzzle di generi diversi contaminati tra loro: dallo swing classico di questo singolo all’elettroswing, dalle sonorità acustiche per piano e quartetto d’archi fino al liscio (il singolo “Il complottista”, uscito prima della pandemia, ha visto la collaborazione dell’Orchestra Casadei). Carver diceva di scrivere per “la gente a cui non tornano i conti” e credo si possa applicare anche ai testi dell’album, che girano intorno alle piccole e grandi nevrosi quotidiane di questi ultimi anni, raccontate nel modo più ironico possibile.

Professore di Italiano al mattino, pianista-cantautore di sera, come coniughi queste due attività?

Dormendo pochissimo.