
ROMA – “Quando sono diventato famoso ho pensato ‘prima o poi scriveranno di me’. All’inizio venivo massacrato come tutti gli animali strani, ma il primo giornalista importante a farmi un’intervista fu proprio Gino Castaldo. Scrisse un pezzo molto tenero, anche un po’ paternalistico, comunque dolce su di me. Mi emozionò molto”. Lo ha detto Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, nel corso della festa per i 50 anni di Repubblica, in corso all’Auditorium Parco della musica di Roma.
“All’inizio era la musica il mio traino fondamentale – ha ricordato – poi sono arrivati gli anni ’90 e, aiutato da buone letture e incontri con gente che sa scrivere e ti coinvolge, sono entrato in un’altra fase della mia vita in cui mi interessavano molto le dinamiche del mondo. Repubblica in questo senso è stata un asset importante”.








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