“Questo è un centro di ascolto e la Caritas è vicina alle fragilità, esprime i sentimenti della Chiesa che sono quelli di compassione, dove l’ascolto non è mai soltanto la registrare dei problemi altrui ma è la loro assunzione. L’ascolto per tutti, ma per i cristiani è proprio d’obbligo, è condividere, non è lasciare solo chi parla. Solo così può funzionare davvero la cura”, ha sottolineato Zuppi.
“Perché la terapia funzioni non basta fare un’analisi o firmare un certificato – ha aggiunto – ma bisogna accompagnare la persona perché la cura sia efficace”. Per Zuppi “l’ospedale è un luogo dove forse dovremmo passare tutti molto di più, perché qui si ascolta la vita vera. Qualche volta fuori viviamo una caricatura della vita e qui capiamo cosa sia davvero, con la gratuità, la bellezza, e anche anche la necessità dell’aiuto degli altri”.
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