
Appassionato di musica rock e dei Marlene Kuntz in particolare, il fumettista ha voluto rendere omaggio a questo disco che gli ha cambiato la vita da adolescente, realizzando, oltre alle grafiche dell’album, anche un booklet/fumetto con 11 tavole, ognuna delle quali rappresenta una sua interpretazione dei brani contenuti nel disco, e 3 cartoline con una vignetta estratta dal fumetto stesso. Tutte le copie sono numerate e firmate a mano da lui stesso. La ristampa sarà accompagnata dal tour “Marlene Kuntz suona Il Vile”, undici date in alcuni dei migliori club della penisola. La data in programma il 9 aprile all’Hiroshima Mon Amour di Torino è già sold out ed è stato annunciato un secondo appuntamento l’8 aprile.
Le date del tour, organizzato da Kashmir Music
5 MARZO – THE CAGE – LIVORNO
7 MARZO – MAMAMIA – SENIGALLIA
12 MARZO – NEW AGE – TREVISO
19 MARZO – ESTRAGON – BOLOGNA
20 MARZO – ORION – ROMA
25 MARZO – HALL – PADOVA
26 MARZO – ALCATRAZ – MILANO
27 MARZO – VIPER – FIRENZE (C/o CdP Grassina)
8 APRILE – HIROSHIMA MON AMOUR – TORINO NUOVA DATA
9 APRILE – HIROSHIMA MON AMOUR – TORINO SOLD OUT
16 APRILE – CASA DELLA MUSICA – NAPOLI
18 APRILE – DEMODÉ – BARI
Biglietti disponibili su Vivaticket.com. Quando vide la luce, il 26 aprile 1996, ‘Il Vile’ fu come uno squarcio improvviso nel cielo musicale italiano: chitarre che graffiavano l’aria con distorsioni taglienti, linee melodiche che si muovevano tra ombra e luce, parole che cadevano come pietre e al tempo stesso si sollevavano come visioni poetiche. Inserito da Rolling Stone Italia nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre, con questo album i Marlene Kuntz seppero trasformare inquietudine e fragilità in una lingua nuova, dove il dolore diventava bellezza, la rabbia lirica, l’angoscia canto corale. Una scrittura che aprì uno squarcio nell’immaginario collettivo, trasformando l’intimo tormento in esperienza condivisa.
Ogni brano di ‘Il Vile’ è un mondo a sé: c’è l’impatto elettrico che scuote il corpo, la dolcezza che arriva all’improvviso a spiazzare, l’alternanza di furia e silenzi sospesi, come se la musica seguisse i battiti di un’anima inquieta. Non è un disco da ascoltare soltanto: è un’esperienza che si attraversa, tra graffi e carezze, tra vertigini e abbandoni. A trent’anni di distanza, quell’urgenza non si è affievolita, anzi, risuona con ancora maggiore lucidità, dimostrando che Il Vile non appartiene a un’epoca conclusa, ma continua a dialogare con il presente. Le sue parole parlano alle disillusioni contemporanee, le sue chitarre gridano ancora contro il vuoto, le sue atmosfere offrono uno specchio alle inquietudini di oggi.
Con “Marlene Kuntz suona Il Vile”, la band intraprende un percorso celebrativo che trascende la semplice natura del live: un rito collettivo che a trent’anni dall’uscita restituisce al pubblico l’impatto incandescente di un disco che ha inciso in profondità la memoria culturale del nostro Paese.








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