Napoli, #Fai bella l’Italia: l’intevento di Cilento al convegno

fai cisl cilento

“Per rilanciare l’agroalimentare nel nostro Paese c’è bisogno di lavoro vero, di competitività, di filiere, di made in Italy”

NAPOLI – “Per fare bella l’Italia c’è bisogno di valorizzare il lavoro agricolo, attraverso un dialogo costruttivo tra le Organizzazioni datoriali e i sindacati e un maggiore impegno a livello europeo”. Lo ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Nicola Cilento, intervenuto oggi a Napoli all’evento #Fai bella l’Italia per il rilancio del lavoro agroalimentare nel nostro Bel Paese, organizzato da Fai-Cisl.

“Confagricoltura – ha detto – ha sempre operato in stretta collaborazione con i sindacati dei lavoratori agricoli e si è assunta, negli anni, un ruolo di responsabilità anche nella contrattazione (i contratti nazionali del settore agricolo vengono storicamente siglati nelle sedi nazionali e provinciali dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli n.d.r.). Così come ci siamo sempre impegnati per trovare il giusto equilibrio tra soddisfazione e dignità dei lavoratori e necessità delle imprese agricole”.

A proposito di Europa: “Abbiamo bisogno di un’Europa forte e coesa – ha sottolineato Cilento -. Non più tardi di dieci giorni fa a Pavia, Confagricoltura insieme a Farm Europe, ha organizzato il Global Food Forum, un evento che ha riunito i più autorevoli stakeholder dell’agroalimentare europeo. Ma anche in Europa c’è bisogno di più dialogo con le istituzioni. Proprio come è successo a Pavia, dove il ministro delle Politiche agricole e del Turismo, Gian Marco Centinaio, ha dialogato con il ministro francese dell’Agricoltura, Stéphane Travert, e dove si sono incontrati sei direttori dei ministeri dell’Agricoltura di altrettanti Paesi Ue”.

“Per rilanciare l’agroalimentare nel nostro Paese c’è bisogno di lavoro vero, di competitività, di filiere, di made in Italy – ha concluso il vicepresidente di Confagricoltura – e soprattutto c’è bisogno di parlare di agricoltura senza svilirla attraverso immagini che mortificano il lavoro e la dignità di imprenditori e lavoratori”.