“Preach” di John Legend, un capolavoro

john legend preach cover singolo

Un capolavoro quello fatto dall’artista statunitense con il suo ultimo singolo. Lo dice bene, lo canta, lo urla al cielo

Un capolavoro quello fatto da John Legend con il suo ultimo singolo “Preach”. Lo dice bene, lo canta, lo urla al cielo.

“I can’t sit and hope, I can’t just sit and pray that/ I can find the love when all I see is pain/ Fallin’ to my knees, and though I do believe (Though I do believe)/ I can’t just preach, baby, preach”. Non posso solo stare qui fermo a sperare e pregare senza far nulla, non posso solo predicare.

John Legend esplica il dolore per le scene di quell’umanità straziata da tante problematiche che dalla sera alla mattina non si arrestano e si replicano come un giradischi storto. Si riferisce agli Stati Uniti e a quelle sparatorie e tattiche aggressive delle forze dell’ordine verso Afro-americani durante i controlli che provocano morti bianche di innocenti, ai bambini separati al confine senza pietà dai genitori. Tutto è chiaro nel video che è invero un breve film dove tanto è ripreso e viene comunicato senza falsità e con purezza cruda di messaggi di indegna vita cui alcuni sono destinati quali vittime di ingiustizie. Non è così che però deve andare, canta Jhon Legend e invoca Dio. “And Heaven knows I’m not helpless/ But what can I do? Yeah”.

É in chiesa a pregare, seduto, e la luce che tra i vetri colorati dei santi penetra nella stanza lo illumina di raccoglimento e desiderio di rinnovamento che già voci hanno celebrato nella storia. Quei grandi che hanno abbracciato il problema facendo in modo che la loro ispirazione di una soluzione non restasse muta, li ricordiamo.

Emerge così nella voce impregnata di preghiera e sguardo all’alto, tra quegli scorci ombratili delle navate bianche e tinte di colore, un senso profondo di dare adito forte e coraggioso a tanti soffi di vita che esistono e sono sofferenti laggiù nelle strade, nei ghetti della società, nei soprusi.

L’ingiustizia non può perseverare e tacere nelle bocce mute e negli orecchi sordi e se alcuni hanno rivendicato sete di legalità e buona vita con battaglie, sangue e martirii, con opere d’arte e scritti, opere memorabili ed immortali lui lo fa con la musica.

Canta un testo che profetizza un bisogno di cambiamento non solo apparente ma reale che vada a toccare le radici per porre nuovi semi.

Mostra la croce sulla tunica nera, mostra come siamo tutti sono uno stesso Cielo che ci accoglierà pur nella perfida crudeltà terrena che strazia. John Legend illumina dunque le frustrazioni alle quali diventiamo assuefatti e le grida con un canto sofferto che pur nella non conoscenza dell’inglese, penetra i cuori e li avvolge di una riflessione sentita che nella sensibilità può essere assorbita.

Non serve a volte capire ogni cosa ma porsi in sintonia empaticamente per vivere quel suono, quella melodia, quella tonalità di voce che porta il pensiero a staccarsi dal proprio perimetro vitale e immergersi in mare aperto dove c’è vita, altra vita cui non badiamo perché erroneamente pensiamo di non poter farci nulla. Basterebbe scegliere il bene e per esso operare e si vedrebbero miracoli.

La causa è davvero forte nell’animo del cantante tanto che non si limita a intonare testi che afferrino la vicinanza ideologica dei suoi fans ma opera anche in altro modo. FREEAMERICA è una campagna organizzata da Jhon Legend volta ad amplificare le voci degli individui colpiti dal sistema di giustizia criminale e coloro che stanno lavorando per cambiarlo. Sfidando gli stereotipi, abbattendo le barriere e risollevando le soluzioni, sta contribuendo a porre fine alla carcerazione di massa e ad investire in comunità giuste, equa e prospere in tutti gli Stati Uniti. La raccolta fondi avviene tramite il Social Impact Fund che è un’organizzazione di beneficenza.

Che il cambiamento possa iniziare!